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Tomo I.
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35a Allume

rale. Esso si rompe e cade in polvere :gli schisi! peraltro troppo compatti nonprovano i medesimi effetti. Si rendonopermeabili coll'arrostimento {V. più in-nanzi le particolarità di questa opera-zione), se siasi dovuto mettere il fuoconelle piriti, scavandovi buchi in alcuniluoghi e gettandovi corpi accesi (ciocchéaccade quando l’azione è troppo lenta),o si abbia dovuto direttamente procedereaH’arrostimento. La combustione dei sol-furi produce molto calore; e l’acido sol-forico, a questa temperatura elevata, siporta pressoché intieramente sull’ allu-mina : una parte del solfato di ferro è de-composta ; il ferro sopra-ossidato se nesepara. Si ottiene così un solfato di al-lumina, e pochissimo solfato di ferro ;talora in questa operazione avviene chealcune porzioni del solfato d'allumina pas-sino allo stato di sotto-solfato insolubile.

Arrostimento. Abbiamo veduto inquali circostanze devano soggiacere glischisti a quest’ operazione, la quale sipratica nella maniera seguente.

Si forma, sovra un terreno allumino-so bene battuto, attorniato d'un canalet-to che conduce ad un foro intonacato diargilla, un letto di fascine strette le unecolle altre, d’una dimensione che variasecondo i luoghi, ec. Bisogna eh’ essoabbia un estensione alquanto considere-vole, affinchè la piramide di cui deveformare la base, possa presentare unamassa abbastanza forte perchè l’influen-za dell’ aria esterna non gli faccia prova-re variazioni istantanee. In Isvezia , aLiegi , ed in molti altri luoghi, gli sidanno ao a 3 o metri di lunghezza e adi larghezza: si ricuopre questo primoletto d’uno strato di schisti, alto 66 cen-trimetri. Si lascia verso il centro uno spa-zio libero di 60 centimetri, pel quale siaccendono le fascine ; il fuoco di là sipropaga, verso le estremità, a distanze

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più o meno lontane, secondo 1’ attivitàdel fuoco e la combustibilità delle piriti.Si fanno alcuni buchi col mezzo d' unpiccone a fine di presentare uscita allafiamma; e distribuire il calore più egual-mente eh’ è possibile ; è d’ uopo però e-vitare attentamente che si produca unacombustione rapida. Tale operazione de-v’ essere in generale condotta in manierada produrre un fuoco soffocato ,• e do-mandasi molta abitudine ed una buonadirezione nell’ operaio incaricato di que-sto lavoro. Quando il fuoco penetrò ab-bastanza nel primo strato, all’incirca fi-no ai tre quarti della sua grossezza, sistende al di sopra un secondo letto difascine che si ricuopre come il primo diuno strato di schisti. Si continuano co-sì i letti e gli strati alternativi in nu-mero di otto o dieci di ciascuno, pren-dendo in tutte queste cariche successivele stesse precauzioni. Il mucchio dev’es-sere terminato da uno stato di mine-rale più fino , formante una piramidetroncata, affinchè le pioggie troppo ab-bondanti non possano penetrar nell’ in-terno, bagnare e raffreddar le piriti. Aquest’ oggetto le faccie della piramidedebbono essere elevate più eh’ è possibi-le perpendicolarmente: le acque piova-ne, di tempo in tempo, colanti sull’e-sterno del mucchio, vengono raccolte nelbuco ove mette capo il canaletto già ac-cennato superiormente.

L’ arrostimento degli schisti può an-che operarsi in altro modo ; p. e., in for-ni di riverbero o in vasti recinti di pie-tra cotta, che si riscaldano anticipatamen-te, bruciandovi alquante fascine, ec.; maè difficile il ben condurre le operazionia questo modo. Non si possono scuopri-re i fenomeni che indicano una combu-stione troppo attiva in certi punti, etroppo lenta in certi altri della stessamassa: nel primo caso i solfati vengono