Allumi:
SI rompono questi schisi! in fram-menti di 5 centimetri di grossezza all’in-circa, e se ne formano mucchi di 3 a 4metri di altezza, sperando i pezzi piùgrossi per collocarli nel mezzo. Se perla mancanza di spazio sul terreno si do-vesse dare ai mucchi un’elevazione mag-giore, l’efflorescenza riuscirebbe più lun-ga, poiché il centro tarderebbe maggior-meute a impregnarsi di acqua, il con-corso della quale è soprattutto utile inquest’ operazione. Accade che innalzatofino a i5 metri, lo schisto non è efflore-scente in tutta la sua massa che dopo 3 a4 anni. Si rimedia in parte a tale inconve-niente, estraendo, per trattarle prima del-le altre, tutte le parti in efflorescenza, elasciando', quelle al centro, poco o nul-la attaccate. Si ricuoprono queste dinuova quantità di minerale, con cui siforma un nuovo mucchio. S’ è possibileinnaffiare questi pezzi restati al centro ,o attendere che la pioggia sia venutaa bagnarli, prima di ricuoprirli d’ altrischisti nuovamente estratti, la reazionesarà molto più sollecita. In generale, bi-sogna ricordarsi chela umidità ed il calo-re sono le condizioni essenziali alle rea-zioni dell’ aria e dei principii piritosi gliuni sugli altri, e, in conseguenza, bisognacollocarli possibilmente in queste circo-stanze. Così gli innaffiamenti artificiali so-no utilissimi, quando le pioggie cessanoper lungo tempo di inumidirli ; e talvol-ta, quando 1’ azione è troppo lenta rela-tivamente alla durezza dello schisto, visi appicca fuoco per certi fori praticatinei mucchi. Se al contrario la reazione ètroppo viva, bisognerà dare minor gros-sezza al mucchio ; ed anche, in molte cir-costanze , mescere di tempo in tempo
contengono più allumina. Le prime sonoconvenienti alia preparazione ilei solfato diferro; e le seconde * quella dell’allume.
Allumb 35 r
queste piriti con una forca, a fine d'im-pedire la loro infiammazione spontanea.Si conosce che le piriti sono fiorite ab-bastanza, quando, perduta la scipitezza,acquistarono un gusto sùfico acido di-stintissimo.
Alla parte superiore o tetto della mi-niera che presenta quest’ultima varietà,trovasi uno schisto composto d’una mag-gior proporzione d’ allumina e di terrecalcaree. Lo si estrae separatamente ; po-nesi in mucchio e fiorisce di per sé.Quando è ridotto in ceneri, si spargesulle terre per attivare la vegetazione.
Ecco quanto accade nel corso di que-sta esposizione all’aria, più o meno lunga.
Il solfuro di ferro, che trovasi in unostato di divisione esterna, si decomponepel concorso dell’acqua e dell’aria ; pocoa poco la combustione simultanea deidue principii del solfuro, determina unaforte elevazione di temperatura; i gas,resi più leggeri da questo calore, si sol-levano, e vengono sostituiti dall’ aria e-sterna che si precipita nei vani che i pro-dotti volatili abbandonano. Così si sta-biliscono correnli di aria attraverso tuttala massa; la circolazione del vapore a-cqueo moltiplica i punti di contatto, e,continuandosi a questo modo l’azione,ilsolfuro di ferro rimane intieramente con-vertito in solfato, e fiorisce alla superfi-cie dei pezzi di piriti e del mucchio.Formasi alquanto idrogeno solforato chesi svolge ; l’acido solforico che si produce,si combina esso pure all’ allumina, ab-bandonando una porzione del ferro trop-po ossidato ; formasi perciò contempora-neamente un solfato d’allumina e un sol-fato di ferro. Il calore prodotto dall’as-sorbimento dell’ossigeno, il movimentointerno cagionato da queste combinazio-ni, ed infine l'aumeiito di volume dei sa-li risultanti da siffatte reazioni, romponol’aggregazione di tutte le parti del mine-