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Tomo I.
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358 Am.cme

dal combustibile. Il metodo di lavacro perfeltratone da noi additato come il mi-gliore, non è praticabile per le terre co-sì preparate, a cagione della loro estre-ma tenuità che le rende quasi impene-trabili all'acqua.

Mano a mano che le soluzioni sonoridotte a 20. 0 colla prima evaporazione,si mettono in un bacino ove si depongo-no e si traggono chiare per concentrarlefino a 2 5 .° se si debbono trattare colsolfato d'ammoniaca; od a 4°.° se deve-si usare il solfato di potassa. Quanto orasi dice per compiere la fabbricazione del-l’allume, si applicherà ugualmente al me-todo di trattar le piriti del quale omet-temmo parlarne. I metodi sono simili,eccetto alcune leggiere differenze,che no-teremo come elleno ci si presenteranno.

Concia . Si dà questo nome all'opera-zione di aggiungere un sale di potassa odi ammoniaca, od un miscuglio dell'unoe dell’altro, al solfato di allumina pre-parato con uno dei metodi già ricordati.Prima di impiegare il cristallizzante (a)bisogna determinare il suo equivalentein allume. Questo assaggio preliminareba il doppio fine di far conoscere alfabbricatore il valore del cristallizzanteche egli compera, e le proporzioni rela-tive di solfato di allumina che può con-ciare. Si concepisce tutta l'importanzadi quest’esame,e la necessità di rinnovar-

(a) Così si chiamano i sali di potas-sa o di ammoniaca che servono a quest’ag-giunta, e compiono la formazione dell’allu-me. Quelli che si trovano più abbomlanle-rnenle in commercio e adoprausi quindi piùspesso, sono: il solfalo di potassa che provie-ne dalla fabbricazione dell’acido nitrico o a-cqua forte : il solfato di potassa che risultadalla combustione d’un miscuglio di nitro ezollo nelle camere, fabbricando l’acido sol-forico ; il sottocarbonato di potassa o potassadel commercio; finalmente il solfato d’ am-moniaca preparato unicamente a tal uopocolla distillazione delle materie animali.

Ai,i,dme

10 ogni volta che se ne acquisti di nuovo,

I fabbricatori di allume risentirono tal-volta gravi discapiti per averlo trascurato.

Per assaggiare il cristallizzante si pe-sano esattamente 5 o grammi d’un mi-scuglio fatto diligentemente coi diversicampioni di tutta la quantità del cristal-lizzante di cui sì vuole conoscere la ric-chezza. Si macinano in un mortaio perdividerli quanto completamente si può ;vi si aggiungono 1200 grammi di solfa-to d’allumina da assaggio, detto acquadi concia a 40. 0 Quest’è un solfato diallumina saturato di allume alla tem-peratura ambiente; si adoprano le acquemadri di allume o di copparosa , o le sipreparano espressamente. In qualunquemaniera siasi preparato questo liquidodi prova , bisogna averne una quantitàconsiderabile, e preservarlo da quantopotesse far variare le proporzioni diacqua e di allume ch'esso contiene,affinedi ottenere costantemente risultati para-gonabili ed esatti.Si porta il miscuglio al-l’ebollizione , cui si permette appena dimanifestare affinchè non si disperda vapo-re. Si lascia per 24 ore la cristallizzazio-ne deH’allume operarsi spontaneamente;si raccolgono con diligenza tutti i ori-stalli formatisi, e si pongono sopra unimbuto a sgocciolare per sei ore; si la-vano altrettante volte con una soluzionedi allume puro che si versa d’ora in ora;si lasciano di nuovo sgocciolare ; si di-secca con carta sugante. In tal modosi ottiene il rapporto del peso del cri-stallizzante con quel dell’ allume ch’essopuò produrre. Il solfato di potassa pro-veniente dall’acqua forte fornisce quat-tro volte e mezza il suo peso di allume ;

11 solfato di potassa delle 'camere d aci-do solforico varia da fino a fóo'

II solfato d’ammoniaca preparato in unamaniera sempre uguale produce sei volleil suo peso di allume. E 1 bene eseguir