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ri di ferro e di rame. Si giudica che l’o-perazione avanza bene , quando unaparie del miscuglio, umettata e postasulla mano , vi cagiona una sensazionedi calore. Alcuni giorni dopo s’incorpo-ra il mercurio allo schlich salato ; sene aggiunge una proporzione relativaalla ricchezza del minerale. Generalmen-te s’impiega nella incorporazione sei vol-te tanto mercurio quanto argento con-tiene la torta. A questo punto si aggiu-gne nuova quantità di magistrale perriscaldare la massa ; se si vede che ilmercurio prenda un colore di piombo sigiudica che il lavoro avanza convenien-temente. Per vie più facilitare la reazio-ne si rinnovano tutte le superficie , oforzando venti cavalli o muli a correrein giro per varie ore, ovvero facen-do calpestare il miscuglio, da operai cheper giorni interi camminano coi pie-di ignudi su questi fanghi metallici. Ci-gni giorno il mastro operaio, per assicu-rarsi dei progressi dell’operazione, fa unsaggio : questo consiste in levare unaporzione del miscuglio , e dall’ aspettodell’amalgama,giudica se la massa è trop-po fredda o troppo calda. Quando ilmercurio ha un colore cinereo, e si se-para una polvere grigia finissima attac-caticcia, è manifesto che bisogna rallen-tare l'azione e aggiungervi calce. Se, alcontrario , il mercurio conserva unosplendore metallico; se resta bianco, co-perto di pellicola rossastra o dorata ; seinfine non sembra agire sulla massa: bi-sogna riscaldare aggiungendovi magistra-le. Si vede che tale operazione trovando-si, come è naturale, modificata dalle varia-zioni termometriche e dalla diversa na-tura dei minerali, può nondimeno esserediretta, quasi a volontà , colle successi-ve aggiunte di calce o di magistrale, edanche pel movimento che si dà più o me-no frequentemente al miscuglio. Questo
Amalgamazione
metodo è peraltro assai lungo, poiché lasola amalgamazione dura talvolta quasicinque mesi. Allorché la si crede termi-nata si gettano i fanghi metallici in tinoz-ze, alcune delle quali sono di legno, al-tre di pietra.Mulinelli guerniti di ale dis-poste perpendicolarmente, girano in es-se: le parti terrose e ossidate sono por-tate via dall’acqua; mentre 1’ amalgama eil mercurio rimangono al fondo. Si sepa-ra l’amalgama dal mercurio versando iltutto in sacchi che soltomettonsi a leg-gera pressione. L’amalgama che restaviene, in seguito, disposto in piramidi,che si ricuoprono di campane o crogiuo-li rovesciati; si riscalda tutto all'intorno :il mercurio scappa dalla parte inferioree va a condensarsi in canaletti, nei qua-li si fa correre l’acqua fredda.
Con questo metodo veduto da Hum-boldt praticare al Messico come lo ah-biamo descritto, si perde da r,chil., ea i,chil. ? y di mercurio per ogni chi-logrammo d’argento; mentre con quel-lo usato in Sassonia , secondo Gellert eCharpentier, non si perde che o/bil., adi mercurio per chilogrammo d’argen-to : ma bisogna anche osservare, conHumboldt, che non solo le località nonpermettono adottare gli stessi mezzi,ma inoltre non sono di tale natura daessere applicati alle masse enormi delminerale che si lavora al Messico ed alPerù . A Freyberg si amalgamano peranno 60,000 quintali di minerale : nellaNuova-Spagna circa 10,000,000 di quin-tali. Ora si giudichi se questo metodo sipossa ammettere in un paese, in cui leminiere si trovano in pianure prive diboschi ed ove manca il combustibile.
In Sassonia il minerale che si lavoraper amalgamazione non contiene appe-na 0,0025 d’argento; questo poi nè me-jno allo stato nativo .- è unito al sol-t fo o combinato a sostanze metalliche,