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ne di temperatura, moderandone l'azio-ne chimica. Dei resto, questa opinione èmolto uniforme a quella manifestata dal-lo stesso De Humboldt.
All’ articolo argento offriremo nuoveparticolarità sul lavoro di queste minie-re , e indicheremo diligentemente i ri-sultamenti ottenuti nelle principali offi-cine. (R.)
AMANDORLA. F. Mandorla.
* AMANTE chiamasi dai marinai unasorta di fune con cui legansi l’antenna ele vele; dicesi anche mante o manti.
AMARASCO. F. MARASCA.
* AMARRA , chiamasi quella fune ogomona che ferma il bastimento senzal’ancora a qualche punto stabile in ter-ra. Quindi amarral e , dicesi dell’attaccarcon amarra.
* AMATISTA . Pietra preziosa di po-co valore, violetta che s’ accosta al por-porino. La sua durezza è simile al dia-spro e lavorasi con sega, ruota e spiana-toio. E' una specie di quarzo, o cristal-lo di rocca colorito.
AM4TITA. F. matita.
AMBOTRACCIO. M. de la Chabeaus-siere diede questo nome ad uno stru-mento di sua invenzione per iscriveredue lettere ad un trailo.
E' composto di due piani orizzontalidistanti circa 4 linee, uno dei quali scor-re liberamente sull’altro. Il primo chedeve ricevere il foglio di carta , è lungoper lo meno quanto due volle questo; eitiene due liste larghe 5 linee e grossequattro, per sostenere il secondo piano,il quale scorre appoggiato sovra esse me-diante due incanalature. Questo è un te-laio poggiato sulle liste, e tenuto a dove-re dalle incanalature che servono a diri-gere il suo movimento quando si tira gra-do a grado per segnare la scrittura, odallorché si rispinge finita l’operazione.
Sul primo piano v’è un altro telaio
Amrotraccio
assai sottile che si apre a cerniera perintrodurvi la carta sulla quale dee scri-versi 1’ originale ; questo telaio , tenutofermo, quando è chiuso , da due piccolichiavistelli , ha sotto alcuni fili di refe odi seta tesi che segnano gli spazi! dellerighe e servono di guida, tanto per iscrì-vere che per determinare la discesa delsecondo piano.
Il primo piano, alla metà della sualunghezza, ed all’altezza del secondo, haun regolo di legno attaccato con viti al-le liste; questo ne tiene un altro menolargo che movendosi a cerniera si allon-tana , o si avvicina dalla prima per ser-vire di pinzetta, e tenere obbligata unadelle estremità della carta su cui deesifare la copia, la quale è fortemente assi-curata da un chiavistello posto dietro ilprimo regolo.
Il telaio che forma il secondo piano ècomposto di quattro regoli di legno uni-ti, larghi 5 linee e grossi l\\ il regolo cheè dinanzi, essendo diviso nel senso del-la sua grossezza, una metà levasi a cer-niera per introdurvi la carta della co-pia; passando in tal guisa fra le due gros-sezze, ricurvasi all’insù, e viene condottasotto il regolo stabile del primo piano,vale a dire sotto la pinzetta. La partesuperiore di questo regolo è rotondalasul dinanzi, perchè non guasti la cartanello scorrere che fa quando muovesi iltelaio mobile ; un chiavistello impedisceche non si rialzi, e finisce a coda di ron-dine; entra in uno incastro fatto nella se-conda grossezza per impedir che vacilli.
Modo di usarne. Apresi il telaio con lareticella, e vi si pone sopra il foglio dicarta su cui si vuol scrivere; dopo aver--io chiuso si stringe coi chiavistelli; levasiquindi la parte superiore del dinanzi deltelaio mobile; si passa fra le due grossez-ze la carta che dee ricever la copia. Se nefa scorrere uu’eslremilà sotto il regolo del