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Tomo I.
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Anticuorb

• Del resto, ullorchè la curva è bassissi-ma od altissima, cioè quando l'altezzaCD è minore della metà del semidiame-tro CA; gli archi di cerchio mal si con-giungono in iVl e N, e la curva mancadi eleganza. Iu tal caso si usano 5 archidi cerchio in luogo di 3 ( F. l’Enciclo-pedia per ordine di materie, in cui que-sta teorica è dimostrala assai bene). E-sortiamo peraltro gli artisti ad abbando-nar tale curva, e preferire in tutt’ i casi1’ ellisse, le cui forme sono ad un temposemplici ed eleganti. (Fr.)

* ANTAIUE, funi che legansi qua e làalla testa delle macchine che innalzansiper tirar pesi ; diconsi altrimenti posto-ri, sartie ( T r . queste parole).

* ANTENNA, è un pezzo di legnolungo, rotondato, il doppio più grossonel mezzo che alle estremità, il qualeserve a portar le vele nei bastimenti.

* Antenna chiamansi pure quelle brac-cia od ali d’ un mulino a vento su cui siattaccano le tele; chiamansi anco penno-ni ; dicesi pure antenna ogni legno lun-go e dritto come stilo.

* ANTIATTRITICA. Voce nuova ,adottata per indicare una composizionericonosciuta molto utile per vincere gliattriti degli assi delle ruote, nelle car-rozze e nelle macchine, in sostituzionedella semplice sogna adoperata quasi ge-neralmente Dnora. Il modo di prepararlaè semplicissimo, essendo formata di 100parli di sugna comune, e 26 parti dipiombaggine ridotta in polvere più finache sia possibile, e separata dalle partipiù grossolane con ripetute decantazio-ni ( V . questa parola).

* ANTICUORE di poppa , nei vascel-li è quel bracciuolo di gran dimensioneche serve a legare la ruota di poppa col-l’estremità posteriore della chiglia, ed oc-cupa l’angolo formato da que’due pezzi:uno dei lati di questo bracciuolo è a-

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dallato alla contro-ruota interiore, e s’in-chioda a questa e alla ruota; l’altro la-to posa sulla controchiglia e s'inchiodain essa e sulla chiglia.

* ANTIDOTO è lo stesso che con-travveleno. T ^. AVVELENAMENTO.

ANTIMONIO. L'antimonio è un me-tallo fragile, bianco, argentino, un pocoazzurrastro; di tessitura laminare e di fa-cile cristallizzazione. Riscaldato al cannel-lo ferruminatorio, si fonde con rapidità,e sparge immediatamente fumi bianchiesalanti un odore di aglio. Gettalo cosìfuso sopra un piano, si sparpaglia e sidivide in un’ infinità di piccole sferoidi,che conservano lungamente la loro in-candescenza, e lasciano in tutto il lorotragitto tracce d’un ossido bianco, chesi produce nel tempo della loro com-bustione. Questo ossido, fuso con unamateria vetrificabile, come il borace odaltro, le comunica un colore giallastro.L' antimonio metallico, trattalo a caldocoll’ acido nitrico concentrato, si con-verte in un ossido maggiore, affatto in-solubile nei diversi veicoli. Finalmente,il peso specifico di questo metallo è,secondo Bergmann ; 6,86. Sono que-sti i principali caratteri, cui ricorrono imioeralogisti per distinguere l’antimoniodagli altri metalli; ma i chimici gli asse-gnano molto maggiori proprietà, giacchépoche sostanze vennero altrettanto stu-diate. Gli alchimisti avevano concepitole più belle speranze su questo metallo ;la facilità colla quale esso forma una legacoll' oro, presagiva loro una tendenza aregnare sugli altri : quindi lo dissero rego-lo. Verso la fine del quintodecimo secolo,Basilio Valentino pubblicò un trattalosotto l'enfatico titolo di Currus triumpha-lis Antimonii. Kerhringiuss e molt’ altrifecero lunghe dissertazioni sullo stessosoggetto. Finalmente, i chimici di tuttele età hanno aggiunto qualche cosa alla