Litografia
luogo stesso della cara ; li tquadranu eoouna tega, e te neformano delle lastre ret-tangolari : una o tutte e due le facciemaggiori si livellano e si spiannnu gros-solanauieule. La grossezza di queste pie-tre è proporzionata alle loro dimensionidi lunghezza e larghezza : varia tra le30 e le 56 linee. Fin oggi non ti sonodisegnate pietre lunghe tre piedi fuorchéuna preteritala all'esposizione degli og-getti d'industria, nel 1838, da Bernarde Oelarue a Parigi .
In Francia , il maggior numero di li-tografie si trova alla capitale, e quivi sifa il maggior consumo di queste pietre.In ogni litografia si dà loro l'ultima ope-ra e la conveniente politura, servendosidegli stessi mezzi usati per appianare glispecchi. Consistono nel far isfregare cir-colarmente una pietra mobile sopra un’al-tra pietra stabile, perfettamente orizzon-tale, frapponendovi della sabbia fina edell'acqua. La sabbia quarzosa a granirotondi, slacciata, è la migliore. La me-desima sostanza della pietra serve all'og-gello, in proporzione che la subbia ne lacorrode : ottiensi perciò una graniturapiù fina continuando lo sfregamento sen-za aggiungervi nuova sabbia.
Per pulire le pietre più comodamentesi hanno dei grossi intavolati di quercia,con un orlo all' intorno che trattienel'acqua, la sabbia e il sedimento prodot-to dalla pulitura ; vi è peraltro un bucopel quale eslraesi, all'uopo, questa mate-ria, e si fa colare in un vase.
Secondo l’opera che vuoisi eseguiresi pulisce la pietra. Pei disegni colla ma-tita, la pietra dee avere u» grano più omeno fino, a piacere del disegnatore : ilgrado'Ji finezza si ottiene prolungandopiù o meno lo sfregamento : si ricono-sce questo grado di finezza aspergendocon acqua un luto della pietra, e guar-dandola a lume riflesso. Il tavolo n’ è
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lungo, richiede molta deslerilà nell' ar-tefice, ed in conseguenza costoso senzaottener sempre la perfezione voluta. E'probabile che le macchine costruite perpulire gli specchi potranno esser atte delparia pulire le pietre litografiche. Quantopiù fine riduconsi le pietre, tanto menoimpressioni si possono ottenere. I dise-gni a inchiostro richiedono una pietrapiù fina, per cui si continua a sfregarle,dopo di che compiesi il lavoro con pomi-ce fina, che si dispone ugualmente soprala pietra, aggiungendo soltanto la pocaacqua occorrente.
Allorché si ottenne una buona prepa-razione, si lava diligentemente, e si asciu-ga con tela fina e monda.
Le pietre così preparate si conserva-no frapponendo una carta bianca tra lesuperficie lavorate.
Matite litografiche.
La matita litografica è quella prepa*razione da cui dipende principalmente lebuona riuscita. Essa deve aderire forte-mente alla pietra, in tutte le diverse ope-razioni della stampa ; e deve essere ba-stantemente dura per offrire un taglio fi-no senza che si spezzi ; se si fanno trop-po secche o porose si rompono ad ogniistante) se troppo molli si schiacciano, edanno dei tratti grossolani e confusi.
La seguente composizione è quelladella litografia Bernard e Delarue.
Cera pura di prima qualità ... 4
bap^ ne secco di sevo e di so-
da .3
Sevo bianco (a) .I
Gomma-lacca.. a
(a) In inverno adoprasi il doppio di se-.vo per renderla più molle.