S LITOGRAFIA
Nero fumo quanto basta a tinger-lo .I
Vernice di Copale (la si aggiungetalvolta ).<
Il nerofumo comune può bastare pur-ché non sia imbrattato di sabbia. Si fafondere la cera a dolce calore, vi si uni-sce la gomma lacca polverata, e si rime-sce ; vi si aggiunge il sapone raschiato, equando le materie sono bene unite vi simesce la vernice di copale unita al nerafilino. Continuasi a riscaldare, sempre a-gitando, finché la pasta abbia acquistatola densità richiesta, il che si riconoscefacendola raffreddare, e tagliandola conun temperino. I vapori che si esalanosono infiammabili,esi può facilitar la cot-tura della materia accendendoli. Quandola pasta è della consistenza voluta la sigetta in istampi di rame costruiti di duefaccie scanalale che si riuniscono con vitie galletti coinè si usa per la pietra in-fernale V. RiTHiTu o'argetito fuso.
Raffreddata la materia la si ritrae dal-lo stampo, e si serba in boccie di vetrootturale . Affinchè non si attacchi allostampo, lo si stropiccia prima con unatela inumidita.
Lasteyrie indica una composizione piùsemplice, ch'è la seguente :
Sapone di sevo dissecato. 6 parti .
Cera bianca pura .... 6
Nero fumo.i
Si fondono semplicemente le materiee colasi la pasta in istampi.
L'inchiostro litografico si prepara al-fincirca allo stesso modo, come segue.
Cera. .16 parti
Sevo. 6
Sapone duro di sevo
« soda. ....... 6
LlTOGHtrU
Si fanno riscaldare il mastice e la gom-ma-lacca nella trementina, si ritrae il va-se dal fuoco e vi si aggiunge la cera edil sero; quando la dissoluzione è opera-ta, si aggiunge il sapone raschiato, e sistempera diligeotemente il nero fumo. Silascia raffreddare un poco, poi si colo intavolette che si tagliano di forme rettan-golari.
L’inchiostro litografico di buona qua-lità deve stemperarsi in una emulsionatenuissima, che si sembri disciollo, quandosi strofina sopra un piatto con un pocodi acqua. Esso deve colare dalla penna,non distendersi sulla pietra, e formare deitratti esternamente fini all’uopo. E' ne-cessario che sia nerissimo per renderepiù sensibile agli occhi del disegnatore ilsuo lavoro . La qualità più essenzialeè quella di attaccarsi fortemente alla pie-tra in guisa di riprodurre le parli più di-licate d’ un disegno, e fornire un grannumero d’impressioni, al quale oggettoè necessario ch’esso resista all’acido con
cui si lava la pietra.
Lasteyrie preferisce la composizioneseguente :
Sapone di sevo di-seccato. 5 o parli
Mastice in lagrima . . . So
Soda bianca. 3 o
Lacca in pastrelle ... i SoNerofumo. la
Prendesi una casseruola con un beccoper fondere tutte le materie insieme , afine di poterle versare più facilmente ne-gli stampi, (lettesi sopra un braciere cuisapone, e quando è fuso vi si getta la ac-