lai Malta
pietra è infusibile anche al rovente bian-co, mentre le pietre di terre miscugliateriduconsi in fritta vetrosa ad nn calorepoco maggior di quello necessario a scac-ciarne P acido carbonico. Quindi agglo-merala la materia, per un primo gradodi fusione, la calce argillosa non assorbepiù t'acqua, o assai difficilmente; dopoalcuni giorni ridueesiin una polvere sen-ta coerenza. Al contrario, se la cottura èpoco inoltrata, il calcareo tanto grassoche argilloso rimane indecomposto, as-sorbe difficilmente l’acqua, e lascia unnocciolo petroso, ch’é una specie di sot-tocarbonato, da cui Lacordaire seppetrarre una buoua malta, come vedremoin appresso.
La forma e la regolarità delle fornacicontinue, riscaldate a carbon fossile in-fluiscono sulla regolarità della cotturadelle calcaree argillose; inoltre la deste-rità e I’ abitudine del fornaciaio hannoancor più parte nella buona riuscita.Perciò le antiche fornaci a cono rove-sciato , descritte al n.° 3 , Tav. XIA?delle Arti chimiche , all' articolo cacce,riscaldate con istrutti alternativi di gros-so coke, carbon fossile e pietre, die-dero successivamente buoni e cattivi ri-sultati. La forma ovoide e-le dimensio-ni indicate, Tav. XIII fig. r delle Ar-ti chimiche , diedero! costantemente unacottura uniforme e poco dispendiusa.Un metro cubico di carbon fossile puòcuocere da 3 a 4 metri di calce. E' pro-babilissimo che il forno ellittico, fig. 2,Tav. XIV dell’ articolo citato riuscireb-be ugualmente bene.
Le fornaci a legna sono più facili del-le continue a carbon fossile; la forma in-dicata nella fig. i, Tav. XIV è convenien-tissima. L 1 esperienza soltanto può farconoscere il tempo occorrente alla cot-tura; moltissime circostanze lo fanno va-riare come la qualità, della legna, la, sua
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grossezza, 1’ esser più o meno secca, ladirezione del vento, ec. Il fuoco duro dai oo a ì 5 o ore per una fornace dellatenuta di fio a j 5 metri cubici ; ognimetro cubico vuole di legna forte metrii,G6; di fascine di legna 22 steri; difascine di erica 3 o.
Estinzione della calce destinata allapreparazione delle malte.
Si possono seguire a tale oggetto Iremetodi diversi; gli descriveremo succes-sivamente.
1La calce viva imbevuta di acqua,e bagnata per.porzioni successivamente,riducesi in una densa poltiglia, coi feno-meni surricordati. La calce grassa au-menta molto di volume, mentre le buo-ne calci magie aumentano pochissimo 0nulla.
2. 0 La calce sommersa nell’acqua perun momento, produce variamente i fe-nomeni dell'estinzione, e più o meri pie-sto cade in polvere, ioo parti di calcegrassa, io tal caso, ne ritengono soltanto
I 8 di acqua in peso, e ne danno da 1 5 oa 170 parti in volume: al contrario 100di calci idrauliche ritengono da 20 a 23di acqua in peso, e ne danno da 180 a
I I 8 in volume.
3 , Esposta all’ azione lenta deH'atnio-sfera, la calce viva riducesi in polvere fi-na; le calci grasse aumentano di 4° I ier100 del loro peso, e il loro volume di-viene tre volte e mezzo maggiore; le cal-ci idrauliche assorbono un ottavo di a-equa, e il loro volume diviene 1,75 op-pure 2,55 ni più.
Di questi Ire metodi di estinguer lacalce, il primo è preferibile, quando a-doprasi nelle costruzioni esposte all a-ria, perchè moltiplica i punti di con-tatto ; il terzo pure è da anteporsi alsecondo) Relativamente alle calci idrauh-