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Tomo VIII.
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i5o Manipolazione

parazione più particolarmente. Se,invecedi lasciar che la materia si agglomeri, lasi tiene mesciuta con un rastrello di le-gno, acquista l’aspetto di pane grattu-giato, e la si dice farina di manioc , op-pure couak. Tanto l’una che l’altra sipossono conservare più anni. Si mangia-no ambidue cotte nell’acqua o nel bro-do : si gonfiano moltissimo, e riesconoun alimento sano e sostanzioso, che i ne-gri antepongono anche al pane di fru-mento. lJ’altra parte, decantato il liqui-do pa*ssato per istaccio, raccogliesi il ci-pipa o tapioca. V. cassava.

Lo stesso manioc è suscettibile di fer-mentazione spiritosa, e se ne compongo-no diverse bibite : i.° il vicou in cui sifa entrare il succo di patate (la vera pata-ta) e zucchero, è un liquore rinfrescan-te; 2 . 0 il cachiri inebbria ed ha il saporedel sidro di pera ; lo si prepara con succodi cannamele, patate, ed una varietà dimanioc ; 3.° il payo, molto simile al no-stro vin bianco, composto di solo ma-nioc fermentato nell’ acqua ; 4-° il vouapaya, composto stessamente ed aggiun-toci del succo di patata ; è piccante co-me il sidro. Lo stesso succo della radicebollito e chiarificato, perde le qualità ve-nefiche; lo si evapora e si concentra insciloppo, nel quale stato serve a condirealcune vivande. (Fr.)

MANIPOLAZIONE. Manipolazione emanipolare significano lavorar con roa-no , ed usansi frequentemente queste e-spressioni nelle arti chimiche e nelle far-macie. Definì benissimo Diderot signifi-car la parola manipolazione una facoltàacquistata da una lunga abitudine, e pre-parata da una naturale desterità, di ese-guire le diverse operazioni dell’arte. Untal uomo conosce perfettamente la teo-ria, e non sa manipolare , come vediamotuttogiorno ; un altro al contrario mani-pola benissimo, senza conoscer la teoria,

Maniscalco

i il che s’incontra men di sovente, anzic-chè più spesso, perchè simili manipola-tori operano come i ciechi camminano.Quegli che non unisce la teoria alla pra-tica non può sperare di progredire nellearti tecnologiche. (L.)

MANISCALCO. Quegli che è incari-cato di ferrare i cavalli, gli asini, i mu-li, ec. e che li governa nelle loro malat-tie. Egli è ad un tempo artigiano, me-dico e veterinario. Il nostro piano nonci permette di entrare a parlare di Scien-ze mediche, e ci limiteremo quindi al-la prima parte delle funzioni del ma-niscalco ; vale a dire all’ arte di ferrare icavalli e gli altri animali impiegati in A-gricoltura.

Si dà.il nome di ferro ad una speciedi suola di ferro, che si attacca con chio-di, sotto i piedi dei cavalli, dei muli, de-gli asini ec. a fine di guarentire le lorounghie dal logorarsi, e dalla distruzioneche sarebbe inevitabile senza tale pre-cauzione.

Questa suola o questo ferro è fattad’ una striscia di ferro schiacciata e cur-vata sulla sua larghezza, dietro la figuratanto nota generalmente, sotto il nomedi ferro di cavallo.

Considerando un ferro posto sotto alpiede del cavallo poggiato per terra, visi osservano due facce principali ; quellache tocca il suolo e dicesi faccia inferio-re , e quella in cui posa l'ugna dettafaccia superiore. La parte esterna delferro deve seguire esattamente il contor-no dello zoccolo, e la sua parte internanon deve incomodare in verun modo ilfettone , che è quella parte più o menoelevata che vedesi sotto al piè dei caval-lo, e presenta la forma d’ un V, la cuipunta è rivolta verso il dinanzi del pie-de, e le cui due braccia son rivolte altallone. Il ferro deve guarentire perfet-tamente 1’ ugna, ma non deve eccedere