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marmi molto stimati, nonché nel calcareod’acqua dolce, superiore al calcareo gros-solano che fa parte del terreno di sedi-mento.
I marmi non si possono classificaremineralogicamente, e debbonsi piuttostoristringere rispetto i loro usi nelle arti inmarmi statuari ed in marmi di decorazio-ne. La nomenclatura delle varietà di que-ste due specie la daremo qui appresso.Dovunque esistono cave di marmi, si e-straggono pei bisogni del paese; ivi noncostando che le spese di estrazione, se nefanno gli stessi usi che delle pietre dafabbrica.
Non' si fa commercio importante chedei marmi, le cui cave trovatisi iu situa-zioni che nesienopoco costosi i traspor-ti, oppure di quelli le cui qualità prege-voli gli rendono più o meno preziosi.
Sì possono citar come esempi dellaprima classe i marmi di Carrara che tro-vansi per tutta l’Europa , poiché le lorocave in vicinanza del mare ne rendonofacile e poco costoso il trasporto.
II marmo offresi nelle cave sotto aspet-ti diversi; ora in massi enormi che sem-brano fusi come sono i bianchi ed i ros-si; ora in scanni di varia spessezza da al-cuni millimetri ai sessantasei ed ottantacentimetri. Questi scanni trovansi in tut-te le inclinazioni possibili orizzontali edanche verticali. Così otlronsi almeno imarmi neri. Se ue traggono a Dinant nei Paesi-Bassi delle tavole di quattroa dodici millimetri di spessezza, che silavorano e si puliscono con facilità. Sene fanno dei piccoli quadri che si uni-scono con quadri più grandi di pietrabianca per farne dei mattonati di due co-lori.
Qualunque sia la forma dei massi dimarmi nella cava, la loro direzione è qua-si sempre dal Levante al Ponente, le loroyene seguono generalmente la direzione
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medesima. Cosi sono disposti anche imarmi non venati, come ineri ed i bian-chi fini: la loro testura è analaga aldo dellegno. Devesj fare molta attenzione poi-ché i marmi segati perpendicolarmentealla direzione di queste vene danno delletavole molto meno solide.
I marmi di pasta fina e fìtta possonoesser segati perpendicolarmente alle lorfibre; alcuni anche sono più ricercati perla forma particolare che acquistano le lo-ro vene. I bardigli, p. e., di Carrara of-frono nella segatura perpendicolare venelongitudinali molto ravvicinate, quasi ret-tilinee e bene distinte, mentre il marmonella sua direzione naturale non offre cheuna tinta uniforme.
Le cave disposte per iscanni sovrap-posti sono le più facili ad estrarsi , per-chè gli scanni sono ordinariamente sepa-rati da sottili strati terrosi senza consi-stenza, per cui col mezzo di coni a tana-glie si staccano le tavole di marmo conmulta facilità.
Quando il marmo trovasi in massanella cava, ne è più difficile 1’ escavazio-ne. Se vi si trovano delle fessure o scre-polature si opera come quando gli scannisi trovano separati. In caso diverso, bi-sogna aprirsi un passaggio per forza; siisola un masso più o meno grosso , si fanel basso un incavo orizzontale in cuifannosi entrare de’ coni di ferro o di le-gno. Si procura di estrar massi dellamaggior grandezza possibile, che arrivarlotalvolta a due mila piedi cubici; e mainon sono minori di 200 piedi cubici.
Questi marmi si dividono colla sega.Gli utensili che adopransi per tagliarela roccia sono, nel nort, de’ forti scalpelliterminali in punta che percuotonsi conmagli di legno. Nel mezzogiorno usasiuna sorta di ferro a due punte che a-doprasi con ambe le mani. Usansi an-che allo stesso oggetto degli scalpelli con