Band 
Tomo VIII.
Seite
211
JPEG-Download
 

MASCHERA

le lavora, giacche devono seccarsi separa-ylftmeiite, e senza essere ammucchiate leune sulle altre. Senza tal precauzione.1* interno delle maschere si lorderebbe,ed interessa di conservarlo moltn netto,come quello che deve porsi sul viso.Que-sti stampi si t'eouucome le maschere nellostesso incavo, con la sola differenza chevi s' impiega più carta per renderli piùsolidi. Pel rimanente si fabbricano nellastessa guisa delle maschere.

Il pittore passa dapprima su tutta lasuperficie d’ogni maschera uno strato u-uiforme di color di carne assai chiaro,diluito con colla di limhellucci. Questacolla è necessaria per dar un po'di Con-sistenza alla carta. Lascia asciugare suglistampi rilevati, e quando il colore è benasciulo, ei le porta in cantina, e ve lelascia per una notte, acciò prendano 1’ u-midilà necessaria per riaccomodarle dinuovo, al che gli operai dicono abbaiiatura.

Il mattino appresso, esamina ogni ma-schera ad una ad una, e allorché vedequalche parte che non abbia ben presala forma dello stampo, la ripone nellostampo cavo, e cou uno strumento dibossolo o di avorio ben rotondato,o conun dente di lupo solidamente assicuratotu un manico, gli fa prendere collo sfre-gamento la forma dello stampo sfuggitaal primo lavoro. In tal maniera riparatutti i difetti, e li fa sparire con quellecure che gli possono suggerire la destrez-za e la intelligenza.

Lo stesso operaio stende un altrostrato, o tinta di color di carne, diluitocon colla di farina. Questa tinta adattasiall' età ed al sesso. Ve ne ha quattrogradazioni diverse ; la prima, che è piùrosea, è pei fanciulli e per le donne ; laseconda pei giovani, la terza per 1’ etàmatura, e la quarta pei vecchi.

Uopo questa operazione, si tingono

Maschera . a 11

con belletto, cui si mesce un quarto dicarmino. Per istendere il belletto, ado-prasi un mazzo di lana filata e non tor-ta. Questo mazzo, grosso quanto il ditomignolo, e lungo, quando è nilovo, circa8 pollici (16 centimetri ), è fatto di filidi lana stesi e rotolati in un pezzo dicarta incollata al disopra, e presenta l’a-spetto d' un piccolo bastone molto soli-*do. Levansi sette a otto millimetri di car-ta alle cime, sparpagliasi la lana, il cheforma una specie di- spazzola. Un latuserve a prendere il belletto, 1’ altro astenderlo e a fonderlo o sfumarlo,domadicono gli operai,- vale a dire addolcirnela tinta ove finisce, come fanno le donnegalanti per dar 1’ incarnato alle guance,alla fronte, al mento, ec.

Poscia dipingonsi le varie parti cheoccorrono, coi colori più fini stemperaticon gomma arabica, che adoprausi perminiare. Questi colori adattati al carat-tere della faccia o alle sue diverse parli,vengono applicati da abili lavoratori,che dipingono anche le sopracciglia, lafavorite, le basette, le labbra, ec. Quan-do questi colori sono asciutti, stendasisul lutto un po’ di culla di farina chiarache si lascia ben asciugare. Questo in-<collameuto è indispensabile per impedireche la vernice che si steuderà dappoimacchi la maschera. Poscia, quando lacolla è allatto asciutta, capresi tutta lasuperficie con una vernice bianca a spi-rilo di vino. Tutti questi strati si lascia-no asciugare sullo stampo in rilievo.

Allora foransi gli occhi, le narici e labocca, con una specie di temperini bentemperati e taglientissimi. Si drizzanocon cesoie, vale a dire levasi la carta chesupravauzava oltre lo stampo in cavo, esi pongono io pacchetti a dozzine, jterporli in commercio.