Band 
Tomo VIII.
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a 3(3 Metallurgia

vengono meglio nei casi rii ossidazioneche quando si tratta di decomporre gliossidi. Nondimeno si adoprano utilmentea ripistrinare il litargirio.

Essendo necessaria una gran corrented’ aria nei fornelli di riverbero, bisognamantenerne i cammini assai riscaldati ,per cui si disperde molto calore. Fusperimentato di far servirsi questa cor-rente d’ aria a riscaldare altri fornelli ;ma si trovò che quasi sempre ciò nuocealla forza della corrente medesima. Ado-pransi bensì a riscaldare dei metalli, o inalcuni casi di arrostimento.

Metodi generali usati in metallurgia.

I minerali metallici o quelli prodottidalle fonderie da sottomettersi ai lavorimetallurgici ci danno ordinariamente ilmetallo che vuoisi ottenere in istato dicombinazione con altre sostanze . Quindii processi metallurgici hanno per oggettouna sorta di analisi colla quale ottenereuna o più sostanze separate. A tal finedue metodi principali si adoprano :

i.° Si procura di combinare fra loro,o con un altro corpo, le sostanze alle-gate ai metalli ; a tal modo decomponesila data materia in due parti, nell’una del-le quali si trova il metallo all’incirca inistato puro, e nell 1 altro la nuova combi-nazione prodotta. Quest’ è il metodo u-sato quando trattasi col ferro la galena osolfuro di mercurio. Avendo il ferro piùaffinità del piombo col solfo formasi unacombinazione di ferro e di solfo, fusibi-le, ed il piombo rimane separato. Lostesso metodo si usa per separare ilpiombo dall’argento. Si espone il piom-bo argentifero all’azione d’una correote d'aria, la quale ossida il piombo e la-scia intatto l’argento. L'ossido di piom-bo cola ridotto in litargirio.

a. 0 Il secondo metodo generale consi-

Metat.lukgia

ste al contrario al formare col metallo che jvuoisi ottenere una nuova combinazionefacile a separare dalle altre sostanze. Illavoro delle materie argentifere col piom-bo o col mercurio ce ne offre degli esem-pli. Si ottiene un piombo allegato all’ar-gento, oppure un amalgama di argento ie mercurio ; non rimane che decompor-re queste nuove combinazioni.

L’imperfezione del piccolo numero diagenti a nostra disposizione, e le grandiquantità di materia su cui devesi agire,fanno che assai di rado si pervenga a ot-tenere la completa separazione del me-tallo propostosi. Debbonsi talvolta ripe- jtere le operazioni più volte, ed anchealternarle per concentrare il metallo inuna minor proporzione di materie stra-niere. Ne! trattare la più parte dei solfu-ri, rendonsi perciò necessarii ripetuti ar-rostimenti e fusioni. Coll' arrostimentoconsumasi una certa quantità di solfo, ecolla fusione se ne separa il metallo. Que-sti due metodi generali offrono tre gene-ri di operazioni molto diverse, nelle qua-li può dirsi consistere tutta la metal-lurgia.

Dell' arrostimento dei minerali.

Quest’ è una specie di preparazionecon cui si dispongono i minerali alla fu-sione, e si eseguisce sopra di essi primadi averli mescolati con altri agenti, cuisi uniscono poscia, e dai quali dipendo-no in parte i metodi adoperati. L’arro-stimento produce molti effetti diversi.i.° Distrugge ordinariamente 1’ aderenzadelle molecole ; 2. 0 volatilizza le sostan-ze che ne sono suscettibili, come l’acqua,

1’ acido carbonico, parte del solfo, e l’ar-senico contenuto in alcuni metalli; 3.°produce finalmente una mutazione nellanatura del minerale , ossidando alcuna