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Tomo VIII.
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Meteorologia

ti trovi smossa. Le leggere variazionidiurne e periodiche del barometro ( V.questa parola ) devono quindi indicarepiccoli cangiamenti nella direzione deiventi, e le mutazioni non meno prove-nienti dalla dimora del sole sull’orizzon-te. Sotto l’equatore, la colonna barome-trica è quasi costante, laddove a Parigi varia di continuo; quindi una causa sem-pre attiva deve cacciare l’aria qua e là,se-condo le differenti pressioni locali. Final-mente, que’ movimenti repentini delmercurio che si veggono spesso nei no-stri climi debbono esser cagionati da cau-se che agiscano con gran forza sull' at-mosfera, giacché i luoghi, ove simili mo-vimenti non si sono osservati allo stessotempo, perchè le cause accidentali che liprodussero non vi esercitarono la mede-sima azione. Irovansi coperti d’ un’ ariapiù o meno densa, la quale, per ristabili-re I’ equilibrio di pressione, deve affluireverso i luoghi ove la pressione è minore,o ricevere quella che vi porta seco il suoeccesso di densità. La grande mobilitàdell’atmosfera deve rendere sensibile que-sto effetto a grandissime distanze; da ciòvengono venti generali, ed anche quelliburrascosi in Europa , quando vedesi ilbarometro abbassarsi tutto ad un tratto ;e siccome gli effetti di queste variazionidi pressione, benché non abbiano verunarelazione cun quelle di temperatura, siconfondono insieme, così in alcuni paesiil corso dei venti dev* essere d' una e-strema irregolarità, nè si potrà presa-girne la direzione futura, nè spiegarnela direzione attuale, la durata o le mu-tazioni,

Nebbie .

Ricordiamo qui in poche parole la teo-ria della formazione del vapore acqueo.Lo spazio è suscettibile di contenere una

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certa quantità di vapore ad una datatemperatura, quantità che è costanteqnalunque ne sia la pressione, ma checresce quando la temperatura s’ innalza.Se il barometro sale, la quantità possibi-le del vapore rimane la stessa ; peraltroil suo sviluppo è rallentato, perchè uelvuoto è quasi istantaneo. Il vapore nonè disciolto nell'aria ; esso non vi si com-bina, ma solo vi è sparso. Quando lo spa-zio è saturato d’ acqua, vale a dire allor-ché contiene tutta la quantità di vaporaproporzionata alla sua estensione, secon-do la temperatura, non si può più for-mare altro vapore, a meno che la tempe-ratura uou si innalzi; se all’opposto essasi abbassa, uoa parte del vapore non puòpiù rimanere allo stato gasoso e ritor-na liquido, rimanendo soltanto quellaquantità di vapore eh’è proporzionataalla temperatura ed all’ estensione dellospazio. In ogni passaggio dello stato li-quido a quel di vapore, fa d’uopo chal’acqua assorba del calorico, per cui essosvolgesi dal vapore quando questo ritor-na allo stato liquido. Lo si calcola a 55ogradi centigradi , vale a dire, occorretanto combustibile per convertire unamassa d'acqua a iuo° dallo stato liquidoa quello di vapore, quanto per elevaredi un grado una massa d’ un pesu 55ovulte maggiore. Questa quantità di calo-rico è la stessa a qualunque temperaturacui si forma il vapore ; quindi l’acquache si evapora lentamente all’aria apertaassorbe per questo cambiamento la stes-sa quantità di calore, sia bollente o ag-ghiacciata ; salvo che ai 55o bisogna ag-giungere ciò che manca perchè il liqui-do sia ioo°. Per esempio al ghiacciosciolto occorrouo 65o° perchè si riducain vapore.

Il vapor acqueo non pesa che i %- diun simile volume di aria ; ha la stessatrasparenza come I’ aria asciutta, nè que-