Sju Meteorologi»
Dei venti.
Il vento è prodotto dallo spontaneotrasporto d’una massa d’aria da un luo-go in un altro ; due sono le principalicagioni che li producono, il calore e lapressione. Ognuno può osservare che incerti luoghi riparali la corrente d’ariaprende una direzione opposta a quelladel vento che domina: rare volte acca-de esser ciò l’effetto della riflessione con-tro qualche ostacolo, che ne devia il cor-so : una temperatura più calda per unmomento dall’ una parte che dall’ altrabasta per istabilire una affluenza versoquella parte. Se il sole batte sulle mura-glie e sul selciato d'una corte, o soprauna costa ripida, sabbionosa e nuda, l’a-ria che vi si trova, benché sia un catti-vo conduttore del calorico, pure si ri-scalda, assorbendone il calore col contat-to, dilatasi, diviene più leggera, s’innal-za e cede il suo luogo ad altra quanti-tà di aria che si riscalda e s'innalza essapure del pari. Quindi sollevasi di conti-nuo una corrente d’aria, che trascina se-co l’aria fredda circonvicina, e rendevipiù o meno violenta finché dura la causache la produce. Quanto noi osserviamoin ispazi limitati, avviene in grande nellanatura. Il sole riscalda le piagge dell’A-frica nel corso del giorno, ed il vento delmare affluisce sulle rive; la notte, questomovimento dura tuttavia alcun poco, ilsuolo conservando gran parte del calorecomunicatogli dal sole. Tale è la cagio-ne dei monsoni, delle efesie d’Egitto , ed'altri venti che regnano regolarmente inalcuni luoghi in certe stagioni.
Il sole che riscalda le regioni della zo-na torrida ove lancia i suoi raggi verti-calmente forma parimenti una corrented’aria ascendente che richiama verso diessa l’aria fredda dei poli ; devono quin-
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di esservi alcune correnti di venti infe-riori provenienti da nn lato dal polo bo-reale, dall’altro dal polo australe, menlrtnelle regioni elevate vi hanno delle cor-renti opposte. Ma la terra gira sul suoasse d’occidente in oriente, e l’atmosferache la circonda necessariamente parteci-pa a questo movimento generale e gi-ra insieme colla terra medesima. Ora,siccome le molecole d’aria, a misura chesi avvicinano all’equatore, devono per-correre cerchi maggiori, e quindi acqui-stare una maggior velocità, ed inoltres’innalzano dal suolo prima di aver a-cqnistata la velocità del suolo stesso, co-sì l’atmosfera non è mai spinta con cele-rilà tanto grande quanto quella della terra.Gli alberi, le case, le vele, i navigli, lemontagne, girano con maggiore velocitàdell'aria e la percuotono dall’ovest all’estcol loro eccesso di velocità. Quindi sicomprende per qual motivo sotto l’equa-tore regni sempre il vento d’ est, nellaparte boreale del tropico quello di nort-est, e nella parte australe del sud-est.Tali sono i venti alisei.
Fuori dei tropici, questo moto gene-rale dèiratmosfera dai poli verso l’equa-tore nelle basse regioni, a all’opposto dal-l’equatore ai poli nelle regioni superiori,sarà modificato da una quantità di circo-stanze locali. Tali sono le catene di mon-tagne, le nevi che le coprono, ed il soleche riscalda alcuni luoghi , allorché lenubi non ne intercettano i raggi ; la na-tura del suolo, la sua forma piana o mon-tuosa ; la vicinanza dei muri e dei laghi;abbondanti piogge , che cagionano unraffreddamento od nn vuoto, ec. Rispettoa ciò, ora parleremo della pressione at-mosferica.
Questa pressione, che viene indicatadalle variazioni della colonna di mercurionel barometro, non può cangiare in unluogo senza che l'aria delle regioni vicine
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