Meteorologia
ancora in.parie, per dieci o quindici gior-ni, quantunque ad un freddo rigorososucceda una temperatura mite.
In generale l'acqua che discende dalcielo, e passa dallo stato di vapore allostato liquido, abbandona molto calore,ed anche quella che dallo stato liquidoprende la forma di neve o di ghiaccio :quindi le alte regioni ne vengono riscal-date a danno nostro. Quest’ acqua, que-sta neve, quando è caduta, spoglia ilsuolo di calore per riprendere lo stato digas e produce del freddo. Così, dopo untempo burrascoso, massime quando sof-fia il vento del norte,seè caduta la gran-dine, si sente succedere un freddo vivis-simo che giunge talora fino al gelo.
Grandine.
Allorché l’acqua cade da nuvole den-se, formate improvvisamente dalle cagio-ni già esposte, massime per effetto d’unaviva azione elettrica, le grosse gocce checadono ci arrivano agghiacciate, e si uni-scono insieme talora in masse che giun-gono fino alla grossezza d’ una noce, edanche d’un uovo. Si è osservato che lanotte non cade quasi mai grandine, eche questa assai spesso è accompagnatadal fulmine. Le stragi cagionate da que-sto fenomeno struggitore sono notissi-me ; non cosi però le cagioni che lo pro-ducono. Si comprende benissimo chequando una goccia d’acqua, già moltogrossa, formatasi da una improvvisa pre-cipitazione per effetto d’ un raffredda-mento istantaneo, cade da una grandealtezza, l’accelerazione della sua cadutapuò evaporare una parte della sua su-perficie, e ridurre il rimanente allo statodi ghiaccio : ma in ciò si vedrebbe tuttoal più la cagione delle gragnuole comu-ni, i cui granelli son assai piccoli. Per is-piegare questo fenomeno in tutta la suaDii,. Tecnol. T. Vili,
Meteorologia 397,
grandezza, converrebbe sapere comequesti granelli possano appiccarsi insie-me, essendosi osservato che i grani gros-si sono composti di vari piccoli grani,uniti insieme, sotto forme assai varie edirregolari.
Erasi creduto che i piccoli granelliagghiacciati si trovassero da prima fradue dense nubi cariche di elettricità dif-ferenti ; e venissero di continuo at-tratti e respinti dall’ una all’ altra ( V.elettricità' ) per un effetto solito disimili cariche elettriche, e in conse-guenza di tali movimenti i grani si ur-lassero e riunissero : in tal guisa spie-gavasi anche il rumore che odesi da lun-gi, quando le nuvole apportano la gra-gnuola. Ma senza negare assolutamenteche il fenomeno dipenda in parte da ta-le cagione v’ ha motivo di credere cheessa non vi abbia che un’ azione indireita, e che i grossi grani sieno prodotti daun’altra causa. (V. YAnnuaire da Bu-reau des Longitudes del 18 a8 , oveArrago trattò tale quistione con inultoingegno ed esattezza.)
Tuono, baleno,folgore.
Allorché una nuvola carica di fluidaelettrico sta sopra un paese, agisce conla sua influenzo su tutti i corpi che vi sitrovano, attrae a sé l'elettricità contrarla,e respinge quella della stessa sua specie( V. elettricità’). Quando la forza del-le due elettricità, l’una nella nuvola, l’al-tra nel suolo, è forte abbastanza per vin-cere la resistenza dell’ aria frapposta ,succede una scarica elettrica, come nel-I’ esperimento della boccia di Leiden :questa scarica è la folgore. Si compren-de perchè sieno le sommità, più espostead essere percosse che i luoghi bassi ;perchè ad ogni interruzione di continui-tà fra le sostanze conduttrici scorgasi uno58