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Tomo VIII.
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Microscopio

una scanalatura; si può avvicinarlo o al-lontanarlo da tubi facendo girare unbottone dentellato G, sul cui asse vi èun rocchetto, che ingrana con una se-ga dentata fatta sul lato anteriore del-T asta.

I tubi che formano il corpo del micro-scopio sono stretti in un anello H che siapre a cerniera ed unito con una viteK. A questo anello è attaccata un’ astaA quadrata che può scorrere orizzontal-mente nella cassetta A, per farlo avan-zare o retrocedere; la si ferma con unavite di pressione I. Questo moto unitoa quello di rotazioue della scatola A nel-la sua ghiera, fa che si possa presentar1’obbiettivo a tutti i punti del vetro M.ove può essere P oggetto. FinalmenteI’ asta quadrata AB può piegarsi median-te una cerniera che si muove difficilmen-te, e prendere una posizione orizzontaleallorché una tal attitudine è necessaria perla osservazione che si vuol fare.

La parte più importante dello stru-mento è quella che contiene i vetri. Lacima inferiore O dei tubi è lavorata avite sì internamente che all’esterno; aldi dentro tì s’ invitano vari piccoli cilin-dri, ove sono fissate alcune lenti di va-rie convessità, da potersi cangiare secon-do il grado d'ingrandimento che si vuoleottenere ; ed a! di fuori una capsula con-cava d' argento P, per illuminare 1' og-getto al dissopra riflettendovi la luce chemanda lo specchio V.

II pezzo QO invitato in Q, tiene niellaparte inferiore P obbiettivo, e alquantoal disopra di esso una leale m di circa«lue pollici di fuoco : questo è il cosi dettoprimo vetro intermedio. E‘ abbastanzavicino all’ obbiettivo per frapporsi traquesto o la imagine che esso tramanda aldi sopra. Il tubo Qd finisce 6 centimetridistante da Q ; vi entra a sfregamentoun altro tubo df % che tiene abbasso il se-

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condo vetro intermedio n, il quale nonè come il primo a distanza fissa dall’ ob-biettivo. Questo vetro, come pure tuttigli oculari, di cui parleremo, sono lenti dii 8 linee a due pollici di fuoco. Il secon-do tubo dfk pur lungo 6 centimetri.

Un terzo tubo g/’eotra nel secondo dicinque centimetri di lunghezze ; la suacima superiore è lavorata a vite per ri-cevere gli oculari che sono quattro. O-gnuno di questi oculari è contenuto iouna corta ghiera lavorata a vile ai duecapi e si possooo cangiare o unirli insie-me, secondo le varie disposizioni che sivogliono. Per lo più non si pone che unsolo oculare, ma nolla impedisce d* im-piegarne due o anche più, o anche di so-stituirli al secondo vetro interrnedio.i ca-libri delle ghiere essendo fatti in guisada non impedire simili cangiamenti.

I tubi sono tutti d'ottone, e fessi longi*tudinaimente alla cima, acciò facciano mol-la e rendano abbastanza facile lo scorri-mento loro senza però aver troppo giuoco.Havvi pure un quarto tubo lungo un de-cimetro che non tiene veruna lente, eche occorrendo si può introdurre nelprimo tubo Qd y per allungare il micro-scopio ed allontanare gli oculari dalPob-bieltivo, e dal secondo vetro intermedio.Finalmente al dissopra delP oculare su-periore invitasi la visiera gh\ è questa untubo senza vetro, la cui cima soperiorenon tiene che un piccolo foro cui adat-tasi l'occhio; questo foro è chiuso daun cappelletto che vi s'iovita quandonon si adopera lo strumento per impe-dire che la polvere lordi le lenti. Questavisiera lunga circa ? centimetri è desìi-onta a tener P occhio alla convenientedistanza dall' oculare ; serve parimentiquando invitasi abbasso del secondo to-bo ad allontanare P obbiettivo dal secon-do vetro intermedio n.

Questa descrizione basta per fare com-