5iG Microscopio
prendere I' uso dello strumento, eia granvarietà di effetti che se ne possono otte-nere : le dimensioni che abbiamo datopotranno servire a costruirne uno di si-mile. Le lenti obbiettive numerate da ia 5, hanno da 2 a io linee di fuoco,quella il cui fuoco è il più corto è la piùpiccola, la più convessa ed ingrandiscemaggiormente ; ma ha l'inconvenienle diessere molto vicina all’oggetto, di torremolta lice, e di lasciar mal distinguerele parti che non possono occupare tutteinsieme il luogo ove la visione è distinta.Spesso si impiegano di preferenza lentimeno forti, e si ottiene 1’ ingrandimentodisponendo convenientemente gli ocula-ri. Il principio generale si è che quantomaggiore si braam l ingrandimento , tan-to più bisogna accrescere la distanza frala lente obbiettiva ed il secondo vetrointermedio, e tanto più devesi diminuireT intervallo fra quest' ultimo vetro e glioculari. Quindi, più si allontanerà n dam, più si deve far entrare il tubo g^inJd, senza però condurre il vetro inter-medio n nel fuoco degli oculari, il cherenderebbe molto confuse le imagini.Allora la visiera gli si deve accorciare,poiché quanto più distanti saranno glioculari dall' obbiettivo, tanto più l'occhiodeve essere vicino al vetro superiore.Questa visiera è fatta di due corti tubiinvitati P uso sull’ altro, per diminuirela lunghezza quando occorra.
Lo specchio che dirige la luce sull’og-getto, è doppio sulla stessa ghiera V.Uno di questi specchi è da un lato, l'al-tro sulla faccia opposta; il primo è piano,il secondo è concavo. Si adopera quellodei due che meglio conviene all’osserva-zione. Ma quanto più si allunga il mi-croscopio taulo più si perde di luce, ebisogna diminuire la forza della riflessio-ne, come pure quando l'oggetto è tra-sparente. Per tale effetto si hanno alcuni
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diaframmi o lamine cireolari annerite,che pongonsi sullo specchio, nè lascianovedere che un disco centrale, più o me-no grande, oppure si adopera lo spec-chio piano o finalmente lo si allontanadall’ oggetto abbassando la scatola D.
Ingrandisconsi anche le imagini, levan-do il secondo vetro intermedio n ; si pos-sono anche sovrapporre gli uni agli al-tri tutù gli oculari ed anche il vetro n.
Adattasi inoltre all’ asta quadrala delmicroscopio, un pezzo che non abbiamodisegnato per non rendere troppo com-plicata la figura: è questo una lentemontata sopra un braccio con due sno-dature ad angolo retto, per lasciar liberitutti i movimenti. Quesla lente si ado-pera o per incider# comodamente gli og-getti che si vogliono osservare, o per il-luminarli per di sopra, ponendo questalente in guisa che 1' oggetto cada nel suofuoco.
Usasi unire al microscopio una o duescatolette contenenti vari minuti oggettidi storia naturale, come pulci, teste ozampe d’ insetti, ale di farfalla e simili,che si possono vedere col microscopio,per diletto. Tali oggetti sono per lo piùincassati fra due lamine di talco, sottilis-sime e molto trasparenti.
Alla parola cìnnoccbule abbiamo in-dicato I’ effetto dei disperdimento dellaluce che attraversa i corpi trasparenti, lecui superficie non sono paralelle, effettoche adorna le imagini de’colori dell’arco-baleno, e dà un fuoco diverso per cadauncolore. Due sono gl" inconvenienti chene risultano : il primo di rendere diffu-se le imagini, mentre le distanze focalid" un colore non sono quelle d’un altro,e quindi non si possono mai aver imagi-