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Tomo VIII.
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Microscopio

traduce la cima dell' obbiettivo \ questodisco opaco serve ad intercettare tuttaU luce che giunge agli occhi dell 1 osser-vatore, nella posizione in cui trovasi di-nanzi al microscopio: si ha inoltre il van-taggio che non occorre più chiudere roc-chio che resta inattivo.

Al dissol lo del tubo verso la cima an-teriore è posto a vile un piccol pezzo ditubo lavorato nel quale invitasi la lenteobbiettiva acromatica; vi si possono por-re lenti di varie forze, ed tinche adattar-vene due insieme. Quindi una imaginedell' oggett*», posto alquanto prima delsu»» fuoco, viene inviata verticalmente aldi sopra deir obbiettivo ; in quest 1 istes-so luogo un prisma triangolare di cri-stallo, che fa le veci d ? uno specchio, ri-manda r imagine orizzontalmente ; sic-ché trovasi portata al fuoco g ove l 1 ocu-lare la incontra e la ingrandisce. Parago-natolo il microscopio d'Àmiei con quellodi Eulero , vi è la differenza, die la lucespezzata ad angolo retto, mediante unariflessione, rimanda 1' imagine in direzio-ne orizzontale.

Non descriveremo le parli accessorie,quali sono il piede e l'asta che sostengo-no questo strumento, lo specchio V cheillumina 1' oggetto, il porta-oggetti GMche sale o scende sull 1 asta, mediante unrocchetto (ì che ingrana in una sega den-tata, ec. Tutte queste parti sono le me-desime come negli altri strumenti di talfatta.

Interessa principalmente die il prismaD rimandi la luce pandelia all'asse, e diesi possa facilmente pulire dalla pubereond'è di continuo coperto.L'appoggio cheL> sostiene ha una vite la cui lesta Esporge all' estremità, del tubo * girandoquesta vile si fa muovere il manico delprisma, ed è facile ridurlo a presentarenella situazione conveniente il suo pianotifletlilore I) ; del che si giudica dagl» el-

/>;*. Tccnoi. t mi.

Microscopio 5'ìt

felti. Datagli la posizione più conveniente,un'altra vile e lo ferma in tale situazione.Quando vuoisi pulire la lente, svitasi ilfondo Q del cannocchiale ; questa lenteè posta giusta semplicemente, e stretta al-I' intorno fra lamine < 1 i metallo. Simil-mente basta svitare una vite per levareil prisma dalla suo assettatura : lo si net-ta, riponesi a suo luogo, invitasi il fondoQ de! cannocchiale, e tutto è riordinato,come prima, perchè non si toccò puntoil manico del prisma D, che lo tiene nel-la posizione conveniente. E' nolo ohe iraggi entrando nei prismi di cristallo inmodo da cadere sulla superficie ipotenu-sa, sotto un angolo maggiore di 4* gla-di, in vece di uscire per questa faccia, ri-frangendosi, si riflettono. Quindi tuttala luce trasmessa dall'obbiettivo viene ri-mandata dal prisma.

Questo microscopio è di bellissimoeffetto; il di lui uso è comodissimo mas-sime adattando sotto al porta-oggetti undiaframma con vari fori che intercettila luce mandata inutilmente dallo spec-chio. Questo diaframma è una lumina cir-colare I che gira sopra un asse fisso sottoil porta-oggetto, e presenta sotto !' og-getto i diversi suoi fori. Per illuminare glioggetti opachi, copronsi con una piccolacapsula d' argento che riflette sopra di,essi la luce dello, specchio ; questa capsu-la è forata albi sommità per lasciar passarei raggi che vanno all'obbiettivo : una lea-le I montala sopra due braccia Q a cer-niera, serve anch'essa a illuminare gli og-getti opachi.

Volendo, adattasi innanzi al tubo, dallato dell'oculare, un prisma di cristallodie forma una camera chiara per poterdisegnare gli oggetti ingianditi che si veg-gono, od almeno segnare sopra una cartale situazioni relativa dei db ersi ponti-che*,i distinguono. Il filo teso nel fuoco dcl-1’ oculare serve pu* e a farò conoscere

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