Mrr.iUTTE
ne le mignatte che vi sono attaccate.Talvolta pescansi anche tenendo sospesenell’acqua reti a maglie larghe di crine,tese sopra de’ cerchii. Altri gettano nel-l’acqua un pezzo di fegato crudo, le mi-gnatte vi si attaccano in gran copia , eraccolgonsi facilmente; ma allora, sicco-me in parte sono piene di sangue, per-dono alquanto della loro avidità, nè siattaccano così facilmente sugli ammalati.Quindi le due prime maniere sono pre-feribili.
Siccome non si possono pescare lemignatte in tutte le stagioni, e d’altron-de I’ esteso commercio che se ne fa re-se necessarii granili provvisioni in cer-ti luoghi; convenne studiare il mododi unirne grandi quantità e di conser-,varie. A tal effetto si ripongono quasinelle circostanze in cui sono naturalmen-te, ponendole in bacini più o meno vastisecondo il loro numero. Ecco le regoleche prescrive Darheiros, che si è moltooccupato di tale argomento :
« ìVel fondo d’un bacino di marmo od’altra pietra dura, ponesi uno stratodi 6 a j pollici d’ un miscuglio di mu-sco, torba e carbone di legno in piccolipeizetti; spargonsi su questo strato deipiccoli sassolini, che col loro peso ri-tengano il musco senza premerlo ditroppo, acciò 1’.acqua vi possa feltrareattraverso.
" Ad una delle estremità del bacino,il quale deve essere piuttosto bislungo,e alla metà circa dell’altezza delle pareti,ponesi una sottile lastra di marmo, bu-cata di un numero più o meno grandedi forellini. Questa lastra dev’ essere co-perta d’ uno strato di muieco, sul qualepongonsi pure de’ sassi, ma in maggiorcopia che sullo strato nel fondo, acciò siacompresso maggiormente.
" Disposto in tal guisa il serbatoio, siversa tanta acqua di fiumi che lo empia
per metà, in guisa che il mosco ed i sus•si che ricuoprono la lastra di marmo sia-no solo alquanto bagnali. Così il muscoal fondo è tutto coperto d’acqua, e quel-lo superiore è in parte scoperto. Cupre-si il bacino con una tela di crine a ma-glie fitte, intorno alla quale sono attacca-ti alcuni piombi, che col loro peso ten-gono ben tesa la tela ; questa impediscealle mignatte di fuggire ».
Darheims dice che il musco ha princi-palmente il vantaggio , che nell’attraver-sarlo le mignatte si spogliano facilmentedi quella specie di mucosità che esse tra-mandano in certe epoche, e che talvoltainviluppano il loro corpo, si contraggo-no, e producono strozzature che posso-no riuscir loro funeste. L’ oggetto poidel carbone è di evitare ogni putrefazio-ne, ed un ottimo mezzo perciò sareb.bene senza dubbio lo stabilire una corren-te d’ aria nel bacino ; ma tale disposizio-ne non si può usar dappertutto.
E 1 certissimo essere la putrefazio-ne la cagione più comune della distru-zione delle mignatte, il che rende ne-cessario di tenerle in un’acqua corrente,o cangiarle spesso di acqua come si usanelle farmacie. In certi stati dell’ atmo-sfera questi animaletti sembrano soffrire,ed allora separano più mucosità del so-lito, e si comprende che se queste si la-sciassero accumnlare non tarderebbero,specialmente la state, a putrefarsi, e pro-durre una epidemia.
Quantunque Bergmann, fino dal 1757,avesse annunciato che fra le mignattealcune erano ovipare altre vivipare; forseperchè confondeva varie specie che poisi distinsero; nullameno soltanto nel1821 conobbesi il vero modo con cuisi riproducono questi animali, e devesital cognizione a Lenohle di Versailles . Lemignatte sono ermafrodite, e la feconda-zione si opera alla stessa guisa che nelle