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posila il trattalo «li fortificazione sotter-ranea dì C. L. Gillot capitano del ge-nio). Se le località il permettono, ò utilaffondarle al di sotto dei rami, sì cheil centro del fornello venga ad essere;t livello dei suolo. Le dimensioni dellacamera devono essere proporzionate allaquantità di polvere che deve contenere,e questa alla grossezza del suolo. La suacapacità dev'essere più grande del biso-gno per contenere esattamente il cofanodella polvere; dagli esperimenti fatti dalgenerale Marescot risulta fuor d' ognidubbio che razione di un fornello siaccresce notabilmente lasciando alcunispazi chiusi intorno alla polvere. Questospazio però non deve essere troppo gran-de, ma può variat o entro certi limiti.
Calcolatasi la quantità di polvere chedeve porsi in una mina relativamente al-la sua linea di scoppio, alla tenacità edurezza del terreno da spezzarsi, e pre-parata la camera del fornello, vi si [ioneun cofano di legno cubico, le cui dimen-sioni vengono fissate sul dato che un de-cimetro cubico di polvere pesa o, 9 chi-logrammi. Collocato il colmo, adattasilungo le gallerie o rami, una specie dicanale o truogolo, composto di tre tavo-le d'abete solidamente inchiodate insie-me; poi lo si ferma sul suolo dei rami.Questo truogolo riceve la ,salsiccia cheserve a dar fuoco al fornello. Una del-le cime di questa è tagli ita a becco difiatilo, ed entra per 16 e 20 centimetrinel Corano della polvere ; vi è attaccalocon una caviglia. Posta la salsiccia, cuo-presi ii truogolo su tutta la sua lunghez-za con tavole : quindi s' empie il cofanodi polvere e lo si chiude col suo coper-chio.
Non v 1 è cautela che basti allorché sicarica un fornello. Bisogna adoperare lan-terne per illuminare i rami ; quando siveisa la polvere nei cofano, bisogna le-
Minatore
nelle lontane, per timore che il polveri-no che vola via, e si diffonde nel ramo,non s' infiammi ed appicchi fuoco allapolvere. I martelli con cui «' inchioda ilcoperchio esser devono di rame.
Poste le polveri, si passa alla calca -tara, che si fa in varie guise, secondo laposizione del fornello. Quando è fattosul fianco di un ramo si drizzano alcunipanconi contro il cofano della polvere,e si puntellano solidamente con pezzidi legno che si poggiano sul Iato oppo-sto della galleria. Si riempie l'intervallofra quei pezzi di legno con terra, e con-tinuasi in la! modo ad otturare tutto ilramo che chiudesi con alcune tavole* Seil fornello è posto sulla stessa linea dellagalleria, si riempie prima con tavole po-ste di traverso, e die si cacciano a forzagl' intervalli fra due telai; poscia cal-casi uno spazio simile con sola terra, esi continua così fino all'estremità del ra-mo, empiendo successivamente un pezzodi tavole poste per traverso e i uno diterra. Negli assedi ove il tempo è pre-zioso, spesso si calcano i rami con sac-elli di terra; bisogna sempre guardarsidallo schiacciare o danneggiare il truogo-lo che contiene la salsiccia.
Finita la calcatura si appicca il fuocoalla polvere mediante una miccia solfo-rata, o un [>ezzo di essa, che si poneaf-P estremità della salsiccia che esce dalramo. Questa maniera di comunicare ilfuoco alla polvere con le salsicce haf inconveniente di empire i rami di fu-mo; spesse fiate anzi l'aria di questi es-sendo viziata, la combustione della pohvere si fa molto lentamente, e talora an-che si arresta. Quindi si studiarono varimezzi di dar il fuoco alla polvere, comela scintilla elettrica, ec.; ma non si trovònulla di migliore deila salsiccia, che è ilsolo metodo seguito oggidì.
Spesso diversi fornelli devono agire m