y4 Nitrati
solforico, il quale ne separa 1’ acido chejsi esala in bianchi vapori, mentre un io-j«lato produce de’ vapori violetti ed undorato detona fortemente. Si può an-jche conoscere la differenza tra i nitra-ti e gli altri due generi di sali, aggiun-gendo al nitrato un poco di limatura diferro o di stagno, e versandovi dell’acidosolforico : poiché il vapore prodotto intal caso è giallo invece di esser bianco,reagendo l’acido nitrico sopra il metalloaggiuntovi, e producendo dei vapori digas nitroso.
Si profittò dell’ azione dell’ acido sol-forico sui nitrati per estrarre 1’ acidonitrico, ed a tal modo si ottiene pre-sentemente tutto quello del commercio.
( V. acido nitrico ).
La facile decomposizione dell’ acidodei nitrati lo rende uno degli agenti piùenergici per lustrare i metalli, per ossi-«larli e discioglierli, tranne un piccolis-simo numero. Da questa medesima pro-prietà derivano le utilità che si ritraggonodai nitrati, adoperandoli tutte le volteche si tratta di ottenere 1' ossidazione diqualche sostanza combustibile. A tale og-getto si usa nella fabbricazione della pol-vere da cannone, nell’ affinamento di al-cuni metalli, ec.
Un’ altra proprietà generale dei nitratimessa a profitto è quella che risulta dal-1’ azione del calore: tutti quelli a basefissa si decompongono con tal mezzo piùo men facilmente; e, continuando il fuoco,ottiensi da ultimo la base allo stato diossido o allo stato di radicale, secondo!’ affinità di essa per l’ossigeno. Questo èil metodo che serve per ottenere la baritepura, la stronziana ed alcune altre basi.
Fra i nitrati conosciuti ve n’ha checontengono un eccesso di acido, ed altriperfettamente*neutri. Nella composizione«li questi I’ acido contiene 5 volte 1’ os-sigeno della base.
Nitrati
Nitrato d’argento. Si ottiene fa-cendo disciogliere una parte di argentolino in due parti di acido nitrico puro.Meltonsi in un matraccio ad un leggeracalore: la reazione è pronta, una partedell’ acido si decompone, il metallo siossida e si discioglie con una viva effer-vescenza di deutossido e d’ azoto, che acontatto dell’ aria trasformasi in vaporinitrosi rutilanti.
Se 1’ argento è puro, e la reazione èforte, ottiensi una dissoluzione scolorita ;se l’argento contenesse qualche porzionedi rame, la soluzione sarebbe azzurra-stra. Peraltro trovasi talvolta di un az-zurro verdastro anche senza 1’ esistenzadel rame per una piccola quantità di gasnitroso discioltovi, quando la reazionefu lenta e ad una bassa temperatura.
Allorché 1’ argento contiene dell’ oro,come trovavasi di frequente in passato,esso rimane al fondo sotto forma di unapolvere nerastra, che si può separare col-la decantazione. La si raccoglie, si lava esi sottomette ad un leggero calore, percui l’oro acquista la propria aggregazio-ne, e riprende il suo color naturale.
Abbiamo detto di prendere l’acido ni-trico puro, contenendo quello di com-mercio ordinariamente alquanto acidomuriatico , che precipiterebbe una por-zio ne dell'argento allo stato di cloruroinsolubile. Si potrebbe veramente ritrar-ne I’ argento, ma si complicherebbe inu-tilmente l’operazione diminuendone i ri-sultati.
Non è nè meno di rigorosa necessitaadoperare argento finissimo ; si può an-che disciogliere 1’ argento monetato o la-vorato, avendo la precauzione di far cri-stallizzare il nitrato d’argento, il quale sisepara così facilmente «lai nitrato di rameche resta disciolto. Si lavano i cristalli dinitrato d’argento. Si unisce il lavacrocoll’ acqua-madre, che si concentra, e sì