Kitkìti
necessario operare sopra una quantitàdi nitro greggio che contenga almenodieci gradi di nitro puro.
I principii sui quali è fondato il me-todo di Riffault servono ancora alla pu-rificazione del nitro greggio, stabilita sul-la differente solubilità del nitrato di po-tassa dei cloruri uniti ad esso : differen-za che trovasi in senso inverso, secon-do che si opera a caldo od a freddo. So-vente dunque, per ottenere un primogrado di depurazione dei nitri greggisi lavano con piccole quantità di acquafredda che discioglie i cloruri. A tale og-getto si distribuisce il nitro in piccoliconi di tela di traliccio, oppure in tra-mogge con doppio fondo, il primo fora-to con molti buchi per dar scolo ai!’ aeque. Varsasi poscia in ogni tramoggiapiccola quantità d’acqua, circa i5 cente-simi del sale contenutovi, e terminato ilprimo lavacro se ne fa un secondo, collastessa quantità, ed un terzo con soli seicentesimi d’acqua. Il secondo ed il terzolavacro si tengono separati, per un pri-nio lavacro dell' operazione susseguente.
Invece di applicare questi lavacri ainitri greggi, usasi dopo una prima cri-stallizzazione, affine di evitare cristalliz-zazioni ulteriori per ottenere un nitroda potersi adoperare nella fabbricazio-ne della polvere da archibugio. Questometodo misto viene attualmente usalo"elle polveriere dell’ arsenale di Parigi .
Si comincia dal porre in un caldaiadi rame 1200 chilogrammi di nitro greg-eio, e si riscalda dolcemente per dodici“re affinchè i sali mesciuti ad esso non*iliqnefacciano che secondo l’ordine dei-fi loro solubilità. A questo momento' acqua è già saturata di nitro per nonpoter più disciogliere i cloruri : si au-menta il fuoco, e si aggiungono aijoochilogrammi di nitro portando la caldaiaall ebollizione: si rimesce, e si tolgono
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le spume che vengono alla superficie .estraggonsi i cloruri depostisi, poi ver-sasi un poco d’acqua fredda per rallen-tare l’ebollimento, e si aggiunge un chi-logrammo di colla di Fiandra disciolta.Si agita di nuovo, si schiuma, e si ag-giungono fino 4°° chilogrammi di acquaper indurre il liquido al grado conve-niente di concentrazione. Terminata lachiarificazione, logliesii) fuoco, e ridottala soluzione alla temperatura di 88° cir-ca, si travasa in un eristallizzatuio, il cuifondo è formato di due piani inclinatiriuniti nel mezzo. Per affrettare il raf-freddamento, alcuni operai con lunghimestatoi agitano di continuo il liquore, e,a misura che il sale cristallizza, lo ritrag-gono con un rastrello verso la parte piùelevata dei piani inclinati affinchè possasgocciolare. Quest’operazione dura soli-tamente sei ad otto ore. Terminatala, ri-traesi il sale con grandi spumatoi, e met-tesi in casse per lavarlo. Queste cassesono forate di molli buchi nel fondochiusi con caviglie. Spargasi prima sulsale una certa quantità d’acqua saturatadi nitro, e si rimesce di tempo in tempo,lasciandola circa tre ore in macerazione:poscia apronsi i buchi, e si lascia sgoc-ciolare il sale. Si otturano di nuovo, esi procede ad on secondo lavacro conacqua pura, e dopo tre ore di soggiornosi fa sgocciolare il sale : si rinnovano ilavacri finché l’acqua che cola abbia pre-cisamente la stessa densità di una solu-zione saturata di nitro alla temperaturaambiente. Il sale ben lavato e sgocciola-to mettesi in un bacino, e riscaldasi leg-germente rimescendolo con palle di le-gno finché non si attacca più ai vasi: al-lora si passa per un cribro di ottone, esi mette in barili.
Le acque-madri si evaporano e si fan-no cristallizzare al solito.