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Tomo IX.
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NOCI! MOSCATA

quasi scipita, della quale non si fa alcunuso. Entro la buccia trovasi finalmenteun seme eh’ è la noce moscata general-mente conosciuta.

La noce moscata ha la grossezza d'unapiccola noce, è di color cinereo traenteal rosso ; la sua superficie rugosa è co-me solcata. Quelle di miglior qualità sonomolto pesanti ; se sono leggere, significache vennero corrose nell’ interno daivermi come avviene frequentemente. Bi-sogna aver molta attenzione per non es-serne ingannati ; perchè i commerciantipongono ogni cura per conservar loro unbell’espetto. Essi otturano i buchi conuna pasta composta di polvere di nocemoscata e di burro della medesima no-ce : poi ruotolano le noci in un poco dipolvere per renderle di color uniforme.Per conoscere la frode è d’ uopo rom-perle : quando son sane, trovasi il lorointerno come marezzato, e vi si osserva-no moltissime vene di color grigio o ros-sastro irregolarmente disposte. L’ odoredi questa noce è gradevole, forte ed aro-matico : l’interno n' è untuoso al tatto :è molto dura e con difficoltà si può ta-gliare col coltello: il suo sapore è a-cre, caldo, aromatico. Queste proprie-tà dipendono principalmente da un olioessenziale che si può estrarre stillan-do queste noci coll’ acqua. Oltre que-st’olio volatile, la noce moscata contieneuna sostanza grassa solida che si può ot-tenere spremendola fra due piastre calde,dopo averne tratto l’olio volatile. Questamateria unita all’ essenza è quello chedicesi in commercio olio o burro di nocemoscata : lo si prepara negli stessi luoghiove si raccolgono queste noci spremen-dolo da quelle d’inferior qualità. Si pe-stano le noci, e si spremono. La materiagrassa che ne cola acquista la consisten-za del sego, ed ha un sapore e un odoregradevolissimo. È di color giallastro ve-

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nato di bianco, e se ne fa uso in medici-na. Distinguonsi in commercio due sortadi noce moscate : la Jemmina ed il ma-schio che credesi provenire da un’ altraspecie eh’ è la niyristica tomentosa : ilsapore di questa è meno aromatico, maè più grossa e di forma più allungata. Eanche più soggetta al tarlo, ed è pocostimata ; ma siccome si trova a bassuprezzo la si sostituisce all’ altra. E' purdetta noce moscata selvaggia perchè l’al-bero che la produce non viene coltivato.

Il sapore e l’odore aromatico la fannoricercare come un condimento de’ piùpiacevoli, e se ne fa un grandissimo usoin tutte le cucine francesi.

(R.)

NOCE. Albero di bell’aspetto ( JuglansregiaJ, originario dell’ Asia e assai comu-ne in Europa , ove coltivasi per le suefruita e pel suo legno. L’ odore acutoche esalano le sue foglie è malsano se losi respiri a lungo, e dicesi torni nocivoai vegetabili vicini.

La forza delle sue radici, la suaombra estesa, i guasti che necessaria-mente cagionansi nel raccoglierne le frut-ta, sono altrettante importanti cagioniche nulla lasciano allignare sotto del no-ce. Non devesi quindi coltivare che sul-1’ orlo delle strade, dei muri di cinta,de’ viottoli ec. per serbare il suolo adaltre più vantaggiose colture.

Quest’ albero teme i grandi freddi eprincipalmente i geli a stagione avan-zata : al not te dell’ Europa non riesce.Si possono innestare a scudo sopra gio-vani getti, o a zuffolo su’ vecchi rami,quelle varietà le cui frutta sono poco le-gnose e riempite dalla mandorla. Questefrutta,dette anch’esse noci ,sono molto uti-li, non solo come cibo fresche e secche,ma per l’olio che se ne rilragge spremen-dole. L’ ulivo non produce neppure laquarta parte dell’ olio necessario al con-