Band 
Tomo IX.
Seite
96
JPEG-Download
 

g(i Noce

suino «Iella Francia, e benché quello «linoce sia «li mediocre qualità, pure adu-prasi nelle cucine; più della metà dellaFrancia non ne adopera d’ altra qualità;bruciasi anche nelle lampane, e siccomeè seccativo serve per la pittura, massimeunito al litargirio.

La noce seminasi sul luogo o in se-menzaio. Il noce tende a piegarsi, e amaun terreno lavorato profondamente ;gl'ingrassi animali ed il sovrabbondantenutrimento gli riescono dannosi. Biso-gna lasciare le piante 12 a i5 metri di-stanti, perchè l’albero possa estendersi,occupando esso fino a 100 piedi quadra-ti «li superficie. Yi si fanno alcune zap-pature vicino al piede perchè possa pe-netrarvi 1’ acqua delle piogge. Comin-ciando dall’ età di due anni, econtinuau-do fino ai quindici o venti, se ne taglia-no i rami bassi per farvi una testa, chedeve essere 6 a 8 metri alta da terra.Siccome la midolla è tenera e disposta astrati traversali, cuopronsi le ferite, perevitare che la pioggia vi si introduca eimpedisca loro di rammarginarsi ; le fe-rite prodotte dal taglio di grossi ramiabbisognano più delle altre di un intona-co che le ripari, poiché vi si farebbero deicanali che produrebbero il marcimentodell’albero. Quando il noce comincia agettar la corona, bisogna tagliarlo dallarailice per evitare il deperimento che sce-ma di molto il valore del tronco. Posciase lo scorteccia e ponesi a seccare sottouna tettoia (V. cobteccis e legno).

Le frutta sono mature alla fine di set-tembre, prima o dopo, secondo il climaod il paese. Siccome allora cadono dasè, e che il loro parenchima, detto mal-lo , si disecca e si apre, questi sono indi-zi i di doverle raccogliere ; lo si fa a col-pi di bacchio, salendo sull'albero, e aven-do cura di non danneggiare i giovani ra-mi ed i getti, che sono la speranza del

Noce

raccolto dell’anno venturo. Si raccolgo-no le noci e si portano a casa in lacchio corbe ; espongonsi all’ aria in istruiipoco alti per ottenere il diseccameoto delmallo che si stacca di per sè ; poscia silasciano terminare di seccarsi le noci, esi conservano in luogo asciutto per trar-ne 1’ olio. Si spezzano, e se ne leva lamandorla, e si portano al mulino. Perottenere il maggior possibile prodotto,non bisogna eseguire questa operazionetroppo presto nè troppo lardi ; col dif-ferirla si ottiene più olio, ma è più ran-cido : perciò, senz’ essere assolutamentesecca, la mandorla deve aderire fortemen-te alla pellicola che la copre. Bisognaaver cura di non lasciarvi alcuna parti-cella di guscio. Non resta più che gettarqueste mandorle nel mulino che le ridu-ce in pasta, e farla soggiacere ad una fortepressione (V. molino da frutta). Così siottiene l’olio vergine per servizio dellatavola. La pasta ponesi poscia nell'acquabollente, e spremevi di nuovo per trarrel’olio cotto che ha un sapore fortissimo,e serve a bruciare, e ad uso dei pittori ;il residuo o feccia ingrassa i polli e i be-stiami. Per una buona macinatura occor-rono almeno venti chilogramiui di noci;negli anni favorevoli si ottengono cin-que litri d’olio ogni doppio decalitro dimandorle, ma «juando la stagione è Led-ila non se ne ritraggono che tre a quat-tro litri. Ogni albero adulto può rende-re a termine medio circa quattro ettoli-tri di noci, da cui si traggono quindici aventi libbre d’ olio.

L olio di noce è il migliore per la pit-tura. Si espone al sole in vasi di piombopoco profondi ove ispessiscee si chiarifi-ca, vi si aggiunge dell’essenza di tremen-tina per rendergli la sua liquidità ; que-sto miscuglio forma una specie di ver-nice grassa di grand’ uso pei falegnamiche vi aggiungono il minio, la cerussa ed