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secchi. Basta metterne in terra uno deipezzi ovali colla propria articolazioneperchè prenda radici. Coltivasi questapianta nei giardini come oggetto di cu-riosità : i fiori sono gialli e bellissimi. Al-tre specie di cactus possono ugualmentenutrire la cocciniglia.
(Fr.)
NORIA. Si dà questo nome ad unamacchina idraulica CC(fig. i,Tav.XL!Vdelle Arti meccaniche) composta d’ unverricello A su cui poggia una corda ocatena eterna : lungo questa sono attac-cati de’secchi o cassette che formano unacontinuazione di piccoli serbatoi mobili,dal basso ove attignesi P acqua, fino laparte superiore cui s’innalza il liquido.Si vede che ponendo in moto il verri-cello, questo trascinasi dietro la catena,e i secchi ascendono pieni da un latomentre dall'altro scendono vuoti con labocca all’ ingiù.
Si fa girar l’albero, e adattandovi unaruota N, in cui ingrana il rocchetto C diun manubrio D che girasi a braccia, ocon animali o in qualsiasi altro modo,adattando all’albero orizzontale del ver-ricello un meccanismo conveniente percangiare il moto circolare orizzontale del-la ruota mossa dall’ animale nell 1 altrocircolare verticale del verricello.
Il tamburo su cui gira la corda è esa-gono e tiene sei braccia uguali su cui essapiegasi. La distanza fra gli orifizi supe-riori dei serbatoi deve essere uguale aquella che v’ ha tra le cime di questebraccia, e quindi al loro raggio preso daquelle cime al centro di rotazione. Se in-vece della corda adoperasi una catena,le cerniere ove questa si piega devonoessere distanti fra loro di questo raggiomedesimo. Allorché un secchio arriva alcapo del braccio su cui piegasi la catena,esso s’inchina, e versa l’acqua in un ser-batoio destinato a riceverla. Parimenti,
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quando i secchi giungono a! basso, s’in-clinano entrando sott'acqua, e si riem-piono facilmente.
Talvolta la noria ha due soli secchiattaccali ai due capi d’una corda ; quan-do uno è in alto, girasi il verricello in di-rezione opposta per far salir P altro. Intal caso, siccome il secchio entra abbassonell’acqua restando verticale, così è d’uo-po farvi un foro nel fondo chiuso da unaanimella interna, che trattiene l’acqua nelsalire del secchio, ed apresi per lasciarlaentrare allorché giunse al fondo: quan-do è in alto, lo si fa intaccare io un gan-cio o fermo, che lo inclina e P obbliga avuotarsi. Anche quando però si adope-rano molti secchi ed una catena eterna, èsempre utile adattarvi un’animella al fon-ili, per lasciare libero sfogo all’aria, chealtrimenti si opporrebbe all'ingresso del-l’acqua, e impedirebbe che i secchi siriempissero internamente. I vasi giovasieno fatti di lamina di ferro o di rame.
Questa macchina è semplicissima, dipoca spesa di costruzione, e il suo pro-dotto è maggiore di qualsiasi altro ap-parato idraulico per lo stesso uso. Nellameccanica di Ilachette si può vedere ilconto della quantità dinamica ond’è capa-ce : nell’Egitto e nell’Asia è d’un uso assiticomune, e in Europa merita di esseremaggiormente impiegata. I saraceni laintrodussero in Ispagna, in Sicilia e ne-gli altri paesi meridionali ; ove serve asomministrar l’acqua per innaffiare i giar-dini. La descrizione che dà Lasteyrie del-la noria di Catalogna merita essere da noiriferita; questa macchina è di sì facile e-secuzione che vi riescono gli stessi villici,e benché fatta grossolanamente prestanotabili servigi.
Una ruota verticale B (fig. 2) o tam-buro, fatta di quarti ed assicelle, soste-nute da quattro raggi, è guernita allacirconferenza di vasi C attaccativi con