NUMERATORE
succedettero il) un tempo dato, e se oc-corre ila anche l'annunzio con una so-neria, con un colpo, o in simile guisa, delmomento in cui sono accaduti alcuni ef-fetti. Nelle filature, per esempio, ove ri-duconsi il cotone, il lino e la canapa inmatasse sopra un naspo, siccome il filod’ ogni matassa deve esser lungo millemetri, misurasi il giro del naspo, e sicalcola quanti giri occorrano per far mil-le metri. Ogni qual volta sarà compitotale numero di giri, la matassa sarà fini-ta : quindi il numeratore deve avvertirea quel momento. I contapassi onde ab-biamo parlato nel T. IV, pag. 434) so "no numeratori applicati a misurare lastrada percorsa. Questi stromenti varia-no, come ben si comprende, secondo icasi cui si adattano, e lo scopo prefisso-si. Sarebbe difficilissimo conoscere e de-scrivere tutti questi meccanismi, ed an-che inutile moltiplicarne gli esempi. Cilimiteremo a dare i principi generali del-la loro costruzione, ed esporre i più os-servabili per mostrarne l’uso, e far notarelo spirito inventivo che vi figura, giacchébasta modificarli alcun poco per renderliapplicabili ai vari bisogni.
Supponiamo che un volante sia ra-pidamente tratto in giro, e si vogliaadattarvi un tale meccanismo da cono-scere ogni momento il numero di giriche fece in un dato tempo . Costrui-scasi un rotismo i coi rocchetti e le ruo-te siano dentati nelle proporzioni conve-menti, e stabiliscasi una comunicazionefra il volante e quest’apparato, con unav >te perpetua, o con un rocchetto, chelo ponga in moto. Ben vedesi che la ro-tazione del volante si trasmetterà ai varias si delle ruote liberamente, e senza ve-runa resistenza, vale a dire, senza togliere quasi nulla alla forza motrice. Secon-do il nomerò dei denti ( V. qu ell’ar tiro -lu ) si potrà facilmente conoscere la re-
Nomeratore io5
lazione di velocità che è fra i varj as-si ed il volante, e quindi dal numerodi giri fatti dai primi si dedurrà il nume-ro di quelli che fece quest’ultimo. Con-verrà pure per maggior facilità, comporle dentature in maniera che rendanoquesto calcolo semplicissimo. Si farà inguisa, per esempio, che le ruote abbianodieci volte più denti dei rocchetti, sì chegli assi acquistino velocità minori di die-ci in dieci volte. Ogni asse potrà avereun indice che segnerà sopra un qua-drante diviso in dieci gradi , 1’ uno leunità, l'altro le decine, il terzo le centi-naia ec, ; sicché sarà facile vedere su taliquadranti il numero di giri fatti dal vo-lante.
Se si vuole che l’operaio venga avver-tito sopra un tal numero di giri dellamacchina perchè o ne interrompa il la-voro, o gli dia una diversa direzione,basterà adattare alla circonferenza d’unadi queste ruote, in un punto stabilitoconvenientemente, che attacchi un brac-cio di leva, il quale faccia oscillare unacampanella, o ponga in libertà uno scat-to, ec.
Nella fig. i, della Tav. XLIII delleArti meccaniche , supponesi che l’alberoA abbia la stessa velocità del volante diuna macchina, vale a dire, faccia un gironello stesso tempo del volante . Tienequesta un rocchetto a di otto denti, ilquale ingrana nella ruota B che ne ha So,e tiene un rocchetto b di g denti, il qua-le conduce la ruota C di g'o denti, ecosì di seguito, ogni ruota avendo sem-pre dieci volle tanti denti quanti ne hail rocchetto, acciò le velocità degli assisiano in proporzione decupla. Tutti que-sti assi tengono un indice m,n,o, . . . chegira al centro d’un quadrante segnatocon le divisioni o, i, a, fino al g. Pun-golisi dapprincipio agl indici, che nontengono agli assi che per isfregament»