jof Numeratobe
sullo zero. Quando siasi comunicato al-le ruote il moto dell’asse A, e si vogliaconoscere quanti giri esso abbia fatto,si leggerà il numero segnato da ogniindice sul suo quadrante; il quinto in-dice q darà il numero delle dieci mi-gliaia, il quarto p le migliaia ec. e final-mente quello m le unità.
Abbiamo veduto un apparato di tallatta, invaginato da Breguet figlio, dellaforma di un orologio ; gli assi non sonodisposti sulla stessa linea come abbiamoindicato nella figura i, per meglio cono-scere l’effetto, ma sono disposti intornoall’asse A, che è nel centro, e tiene nelsuo asse un pezzo di metallo M abba-stanza pesante per vincere facilmentetutti gli attriti di questa macchinucciadelineata nella fig, 2. Rinchiudesi in unacassa che si attacca ai raggi del volante odella macchina di rotazione di cui si vo-gliono numerare i giri : questa scatola tie-ne alcune coregge con fìbbie per attac-carla solidamente alla ruota. Il peso M do-vendo sempre pendere verticalmente, sivede che ad ogni giro del motore ilpeso M fa anch'esso un giro, del pariche l’albero A, il che pone in moto leruote, con velocità decrescenti di dieci indieci volte.
Questo numeratore potrebbe attac-carsi alla ruota di una vettura, e dedurneil numero dei giri che essa fece, e quindila distanza percorsa ; ma le scosse e gliurti violenti cui è sempre soggetta lavettura, non permettono valersi di que-sto mezzo, il peso M non essendo abbastanza libero per poter essere sicuriche farà esattamente un giro in paritempo della ruota (a).
(u) Questa specie di Odomelro vennepresentalo come nuovo al Concorso peiprendi d’industria ilei lleguo Ijornfardo-Ve-neto, e premialo con medaglia nel 1821.
( G. M. )
Numeratobe
Anche il costa-passi di Breguet, de-scritto nel T. IV, pag. 4 ^ 5 , può servireper numerare i giri di una macchina. £’più semplice del precedente, avendo duesole ruote ed un nottolino, nè esigendogran diligenza di lavoro.
E utile conoscere presso a poco iltempo necessario perchè il volante fac-cia centomila giri , giacché dopo quelpunto tutti gl' indici tornano da caposullo zero, e cominciano un altro periodoche giungerà fino a centomila per ripro-dursi di nuovo. Quindi bisogna sapere(juante volte si è rinnovalo questo pun-to giacché il numeratore non ne fa men-zione. Si può anche aggiungere un’altraruota, o non consertarne che 4 oppure5 sole, secondo il bisogno, la velocitàdel motore, ec.
Talora accade che il numeratore servea segnare la quantità di lavoro fatto da-gli operai che non si poterono sorve-gliare. Allora lo strumento deve esserefuori di loro portata ; giacché altrimen-ti avendo interesse a nascondere la ne-gligenza potrebbero far avanzare 1’ in-dice fino al numero che indicasse queirisultamene che produrrebbe la loro at-tività. Ma per quanto si abbia cora dirinserrare lo strumento, gli operai riescono ben tosto a distruggere, o a rendere infedele questo loro accusatore .Viard, aulico allievo della scuola polite-cnica, inventò un apparato semplicissi-mo ed ingegnosissimo, cui diè il nomedi logaritmo meccanico , che merita es-ser descritto.
Componesi questo (fig. 3 ) di varieruote dentate, cume nell'esempio da imiindicato: ma queste ruote hanno numeridi denti che non sono aliquuti gli unidegli altri, e dai numeri indicati dagl m-dici posti sugli assi, deducesi il nuuierudi giri fatti. Si conosce anche se nelle in-dicazioni di questi numeri vi è qualclm