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Tomo IX.
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Oiì dii

L'oline, a! pari degli altri strumenti ida fiato, ricevette importanti perfezio-namenti. La musica scritta per esso di-venne di più difficile esecuzione, richie-se ne’ suonatori maggiore abilità , nègl' istromenli furono più atti a renderegli effetti voluti dal compositore. AdessoI'ohoè invece di due chiavi ne ha ottoed anche nove, che chiudono altrettantifori destinati a dar un'uscita all'uria invari luoghi del tubo sonoro, per tagliarla colonna vibrante in più punti. Nulladiremo su questa teorica che si tro-verà abbastanza spiegata agli articoli ci-tati.

L’oboe ha un suono dolce, e affattodiverso da quello degli altri stromenli ;nelle grandi orchestre : è indispensabile,nè il clarinetto può farne che imperfet-tamente le veci. Figura principalmentenei tempi lenti, nelle pastorali e neglia solo d’ espressione. Si giunse a trarnesuoni d'una deliziosa melodìa, e si hannoartisti di straordinaria abilità in tal ge-nere.

Non taceremo d'una specie d’oboèdetto corno inglese od anche voce umana ,a motivo della somiglianza che hanno isuoni di esse col canto dell'uomo : è unaspecie d’oboe il cui diapason è unaquinta al dissotto dell’ oboè comune.Quindi il suono più grave pel corno in-g'ese è il Ja ; è, rispetto all’ oboè, quelloche è la viola al violino ; i suoni che sene traggono sono rotondi e melodiosi ;lo si introdusse nelle grandi orchestreove produce bellissimo effetto;

Per dare all’ohoè un diapason di unaquinta più basso, basta allungare conve-nientemente il suo tubo sonoro, e di-sporre i fori in modo adattato a que-sta lunghezza; e siccome tal circostanzapotrebbe rendete incomodo a suonarsilo strumento, la parte del tubo che vadalla mano destra alla piva curvasi ad

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arcò; invece di terminare il tubo con unimbuto, vi si adatta una capacità ovoide,aperta alla ciriia. Onesto enfiamento gio-va a rendere più gravi i suoni, ed equi-vali) all’allungamento del tubo. Quandosuonasi 1’ oboè, riesce fàcile suonare ilcorno inglese, solo che si acquisti un po’d’ abitudine per la distanza dei fori cheè maggiore.

Questo tubo curvo è difficile ad ese-guirsi; il fabbricatore bisogna che foriad una ad una molte piccole girelle diacero, di bòssolo o d’altro ; poscia leadatta capo a capo con colla forte sottofigura d'arco, avendo Cura che il tuboabbia un cattale continuato, sehza inu-guagliartze interne. Quindi cunpresi iltutto d’ un invoglio di cuoio nero. Tri-hert è il più abile lavoratore di Parigi per tali strumenti;

Vi è [iure un altro strumento costrui-to sugli stessi principi! dell’oboè, ed èil baritono , il quale è un che di mezzofra l’oboè ed il fagotto. Propriamehteparlando è un ohoè, un’ottaVa pili bassodi quello onde si è parlato, il suo tuonopiù grave essendo un cesolfautte al dis-solto del Jefatìtte del Corno inglese.

Il baritono è composto di quattropezzi, vale a dire, due tubi riuniti capoa capo come quelli degli oboè, e forai?cògli stessi buchi, semplici o appaiati.Alla cima vi è una culatta còme nel fa-gotto : cioè una specie di scatola conte-nente dtie tubi paralelti che si unisconoda un capo, e sono aperti dall’ altro dguisa di sifone : si fa entrare la cima deltubo in uno di questi fori, e nell'altro siintroduce uni quarto pezzo ovoide, simi* J ‘le a quello del Corno inglese, che fa leveci d'imbuto. Questi quattro peZzi Sohcfuniti Con gole guernite di filo, in guisada formare un cattale piegato in due.

Anche in questo caso, coinè nel fa-gotto, non si ottengono suoni gravi CHtl