i/ t a Occhiale
si aprono quasi ari angolo retto colpiano (Ielle lenii, ed un tallone arrestala cerniera, e le impedisce d’ upsirsi dipiù. La cima delle spranghetle si allargaa foggia d’anello, per strignere il capo, eritenere gli occhiali dinanzi agli occhi.Per lo più, queste spranghetle hannodoppia lunghezza, per istrignere la lesladietro agli orecchi, il che è assai più co-modo; allora sono spezzate alla metà; eunite con un chiodetto ribadito che lelascia girare e sovrapporsi quando si vo-gliono riporre gli occhiali nell’ astuccio.Gli occhiali con la cassa di tartaruga sipreferiscono agli altri ad onta della fra-gilità loro, perchè più leggieri, nè lascia-no segno sol naso, come fa il peso dique’ di metallo. Le spranghetle e le cer-niere soltanto sono d’ argento per farmolla e comprimere leggermente il capo,a fine di tenere a loro posto gli occhialimalgrado i movimenti che si eseguiscono.
Alcuni fanno ogni lente di due semi-circoli di numero diverso, separati pelloro diametro d’ unione che è orizzon-tale; gli oggetti vicini guardansi pel ve-tro inferiore, ed i lontani per l’altro.La distanza dell' oggetto essendo dimolla importanza per la posizione del-l’immagine di una lente d’ un dato nu-mero, questo uso ne è comodissimo.Vi è però la differenza che non si puòporre innanzi all'occhio destro la lentedestinata pel sinistro, e l’arco che sepa-ra le lenti è piegato in guisa da non per-mettere un tal cangiamento: laddove in-vece gli occhiali co’vetri interi, si possonorovesciare senza inconveniente, e l’arcoè doppio, per poterlo fare; in tal casosono due archi uguali opposti per la par-te couvessa, i quali uniscono insieme ledue lenti.
In generale i due occhi non sono dellamedesima forza, e può giovare di sce-gliere per ognuno la lente che più
Occhio artificiale
gli conviene, il che non può farsi checon vari saggi ; anche in tal caso nonè più possibile rovesciare gli occhiali.Gli occhialai hanno casse apposite peri saggi da sperimentarsi: i vetri non sisono tenuti che da una molla, per poter-li cangiar prontamente e provarne altri.Fino a che la forza della vista non can-gi, adopransi lenti della stessa curvatura,distinte dal numero, che indica quantipollici di raggio abbia la sfera che formail baciuo.
Finalmente si adoperano anche oc-chiali detti periscopici , le cui lenti sonoconvesse al di fuori, e concave al di den-tro, ma con un centro diverso (V. fig. 7,e 8 Tav. XII, delle Arti fisiche). Allorasi vede con nitidezza un campo più va-sto. Vi sono pure occhiali detti da con-serva le cui lenti sono poco curve; poi-ché, diminuendo esse le vivacità della lu-ce. si attribuisce loro la proprietà di con-servare la vista. Quelli la cui vista è de-licata sogliono adoperare vetri colorali;verdi o azzurri più o meno oscuri.
(Fr.)
* OCCHIELLO. Quel piccolo pertu-gio che si fa nelle veslimenta, nel qualeentra il bottone che l’affibbia e 1’ unisce.
OCCHIO ARTIFIZIALE. Strumen-to che si adopera nelle scuole di fisica,per ispiegare gli effetti della visione. P erfarne Comprendere la costruzione, de-scriveremo dapprima l’occhio dell una)®e dei quadrupedi.
Il globo dell’occhio muovesi da alcu-ni muscoli soggetti alla volontà, cheservono a dirigerlo verso gli oggetti ' nguisa che i raggi luminosi vi penetrinopoco allontanandosi dall’asse ottico. Que-sto globo è contenuto ne\\' orbila, cavitaossea che lo protegge, ed offre ai muse 1 ’! 1i punti cui attaccasi; sul dinanzi ècof> erl ®dalle palpebre, specie di cortine, il ‘orlo è gnernito di peli che impedisci» 1081