Occhiale
ro grossezza. Le più stimate vengonodall'Olanda e dalla Vestfalia .
Questi brevi cenni bastano a mostrareche l'allevar gran numero d’oche è unaspeculazione molto utile e proficua.
(Fr.)
* Oca. Diconsi colli cToca quelle duespranghe di ferro che legano e tengonouuite insieme il dinanzi del carro d unacarrozza con la parte di dietro.
* OCCHIALAIO. Quegli che fa gliocchiali (V. questa parola).
OCCHIALE. Strumento per aiutarla vista o confortarla quando è digradatao affaticata. All'articolo lente si è trat-tato della teoria di tutti i generi di lentisemplici: quindi or non ci occuperemoche delle forme che si danno agli oc-chiali, che divideremo in monocoli , ebinocoli.
Monocolo o occhialelto. E' una solalente che tiensi in mano per un pezzo dimetallo, tartaruga o simile, che fa partedel cerchiello in cui essa è incastonala.Questo cerchiello è fesso in alto, e la suaelasticità basta per istrignere il vetro etenerlo fermo: una piccola vite che riu-nisce le due cime rende più sicuro que-sto effetto. Si può infilare un nastro, unbordone o una catenella nel manico del-I occhialelto per sospenderlo al collo;oppure I’ occhialelto è fra due laminefalalelle di tartaruga o di metallo chefanno le veci d’ astuccio, e dalle qualisi fa uscire girandolo intorno ad un asse,presso a poco come per la lente del mi-croscopio semplice della fig. 16, Tav.XII, dejle Arti Jtsiche. L' occhialeltotiensi dinanzi all’ un occhio, tenendochiuso l’altro: per quelli che hanno vistacorta, cioè sono miopi, la leute è con-cava, « p e i presbiti è convessa.
Binocoli. Siccome il teuer sempre unocchio chiuso stanca, si ama meglio ado-perare occhiali doppi o binocoli; questi
Occhiale i ly i
hanno due lenti sulla stessa cassa, ognu-na delle quali pouesi dinanzi ad un oc-chio aprendone le gambe a Y, a un dipresso come nella fig. 17 della tavola giàcitata. Questa specie d’ occhiali servonoprincipalmente a quelli che li adoperanosolo di rado, e per risparmiare la vista;giacché le lenti, tenute continuamente di-nanzi gli occhi, li stancano e li rendonomeno sensibili.
Gli occhiali comuni compongonsi didue lenti convesse o concave, secondoche la vista è presbite o miope ; si dàloro una curvatura adattata alla forzadell'occhio pongonsi dinanzi a’due or-chi in guisa che il loro asse ottico sianella direzione degli oggetti. Queste leu-’ti sono assicurate in una cassa d'acciaio,d’oro, d'argento, di tartaruga o d’ al-tro, che le tiene in quella posizione. Laforma di queste casse variò in mille gui-se, nè verremo mai a capo di descri-verle tutte particolarmente. Ci limiteremoa quella adottata più generalmente.
In uno stesso piano vi sono due cer-chi o due ovali, i cui centri sono distantifra loro circa 6 centimetri (27 linee ) ;sono legati insieme con un arco che devepoggiare sul dorso del naso. Questi cer-chi sono di grosso filo metallico, incava-to a gola internamente per tenere gliorli della lente che si assottigliano sullacute. Il filo che forma ogni cerchio è ta-gliato in un punto verso I’ angolo ester-no dell’ occhio, ove saldasi un piccolobraccio; I' elasticità del metallo lasciaaprire alquanto il cerchio per introdur-vi la lente, che poscia stringesi con unavite, fermata in un buco invitato del pic-colo braccio. La cima di questa è unitacon una copiglia ad una spranghetta dimetallo e fa cerniera, per ripiegare que-sta spranghetta sulle lenti, quando vo-gliansi riporre gli occhiali in un asili- -ciò. Allorchèsiadi'peruno, le spranghetta