j \ 4 Ocre
allungarlo o accorciarlo come si vuole ;lilialmente alla cima è fissato un iliscoili vetro offuscato ili o carta inclinata.
Quando girasi 1’ apertura anterioreverso un oggetto illuminato, i raggi it*-ridenti vanno a formare una imagineinterna e rovesciala di questo oggetto ;proporzionasi la lunghezza del toho alladistanza d’ onde emanano i raggi ad og-getto di condurre il fondo trasparentenel fuoco, e si vede al di fuori l’imagineche vi si dipinge. E v una specie di ca-mera oscura destinata a mostrare im-perfettamente gli effetti prodotti dalla lu-ce sul nostro occhio.
Gli occhi degli animali vennero con-formati dalla natura in mille diverse gui-se adattate al modo di vivere. Talvoltasono atti a facilitare la vista nell'oscurità( come quelli degli uccelli notturni e deigatti ), o nel profondo dell' acqua (comequelli dei pesci ) ; talvolta servono a discernere gli oggetti vicinissimi e lonSanissimi ( come quelli degli uccelli dapreda ) ; qualche volta il gloho può inparte cuoprirsi d’ un velo mobile cheimita una terza palpebra, ec. II descri-vere tante meraviglie ci trarrebbe oltre ilimiti che ci siamo prefissi. Veggansi iTrattati di Storia naturale. (Fr.)
* Occhio ( Innesto ad ) V. scudo.
* Occhio. Specie di finestra rotonda odovale, che per lo più si suol porre nellefacciate e nelle parti più alte delle chieseed anche sopra le porte o nella più altaparte della facciate delle case.
* Occhio, dicesi generalmente di quel-le cose che hanno un foro rotondo.
* Occhio. Foro o apertura per lo piùnel mezzo della martellina o del martellodove si ferma il manico.
* Occhio. Parte della briglia, cioè quelbuco che è nella parte dove entrano iportamorsi.
OCRE. Miscugli terrosi composti di
Oche
silice, di allumina e di ossido di ferro chegli Colora, e accidentalmente ci entranodella calce e della magnesia.
Secondo che predomina 1’ ima o 1’ al-tra di queste sostanze, si divisero le ocrein argillose, silicee e ferrugginose. L’os-sido di ferro è sì obbandanle in alcuneche si potrebbero classificare fra le mi-niere di ferro.
Siffatte miniere trovatisi in natura inistrati della spessezza di alcuni piedi ,quasi costantemente al di sopra del cal-careo oolittico, o calce carbonata globu-liforme, ricoperti gradatamente di sabbiequarzose più o men ferrugginee, ed ac-compagnate da argille plastiche grigie,giallastre o rossastre , le quali sostanzespmhrano contribuire, ciascuna in qual-che modo alla for formazione. Alcuni na-turalisti pensano che le ocre potrebberoanche essere sedimenti di acque termali.
V’ ha delle ocre gialle, gialle arancie ,rosse e brune. Nell’ estrazione non in-contrasi difficoltà alcuna ; ma convienesepararle dalle materie straniere e gros-solane contenutevi, od anche si trattanoper mutarne il Colore. Si lavano dun-que le ocre, dopo averle pestate, con a-cqua chiara, si rimescono bene, e si de-canta il liquido dopo alcuni istanti diquiete, facendolo passare attraverso unostaccio di crini o di seta: le parti più fi-ne rimangono sospese nell’ acqua , e sidepongono poi dopo un certo tempo.Per mutare il colore dell’ ocra, la si ar-roste in forni, divenendo così di colorepiù carico e più vivo di prima. Furonoper molto tempo soli g«i Olandesi a pos-sedere 1’ arte semplicissima di convertirele ocre gialle in ocre rosse, mediante lacalcinazione. Quest’ oggi la si pratica an-che altrove, al quale oggetto si costrui-scon de’ forni nello stesso, luogo ove tro-vasi l’ocra. Dopo averla lavala bastanle-menle, c decantatone il liquido, la si raO->