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Tomo IX.
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I y 'j Ol.tVA

li ause n - . Secondo le sperienze di Bussy,è un miscuglio di acido solforico anidroe idrato, eonlenenle un poco di acidosolforoso. E capace di solidificarsi e cri-stallizzare.

(L****V)

Ouo DI PAPAVERO. V. OLI.

OLITA, OLIVO, od anche ULIVA,ULIVO. Quest’albero, chiamato dai bo-tanici Olea liuropaea è l’oggetto d’unaimportante coltura, a motivo dell’ olioche si estrae dalle sue fruita. Lo screpo-lalo suo tronco, i contorti rami e il fo-gliame rado e pallido lo rendono di brut-to aspetto e simile alquanto al salice. Col-tivasi ne’ paesi meridionali, ove fioriscesul finire di maggio. Vi sono mollissimevarietà, che si distinguono da alcuni ca-ra! Ieri adattati ai luoghi ove esse colti-vansi.La delicatezza e bontà dell’olio, lasua abbondanza, quella delle frutta, lafacilità di reggere ai freddi ed alla sicci-tà, sono le pregevoli qualità dell’ olivo.NcdDizionario d’Agricoltura si troveran-no i nomi di tutte le varietà conosciute,e la descrizione dei caratteri che le di-stòlgono.

Benché 1’ olivo possa crescere lungidal mare, si è però fatto osservazioneche di rado riesce bene a maggior distan-za di 3o leghe dal lido. Quest’ alberoteme molto il freddo. Quando nel vernoil termometro discende ad otto o diecigradi sotto lo zero, i rami muoiono, e fad’uopo tagliarli perchè il tronco dianuovi germogli : in tal caso i raccolti divarii anni sono perduti. I ghiacci tardivisono meno dannosi, ma privano di rac-colto per uno a due anni. Quindi si de-vono scegliere per questa coltivazioneluoghi riparati dal freddo. Quest’alberoama i terreni secchi e sassosi; non mol-tiplicasi con la semina perchè troppolento a crescere; adoperatisi i germogli,le margotte, i rampolli, i pezzi di radice,

Oliva

ee. Le varietà che si vogliono conser-vare innestatisi ad occhio.

Il tronco può alzarsi fino a 20 piedi,ma non se glielo permette, poiché sareb-be troppo esposto ai venti, oltre che ilraccolto riuscirebbe più difficile e menvantaggioso : quindi si tagliano sempre ivecchi rami. La distanza fra gli alberideve essere di 6 a 8 tese. Negli spaziiintermedii coltivansi cereali od altri pro-dotti. Le arature e gl’ingrassi che essiesigono giungono fino al piede degli 0 -livi il che è ad essi bastante.

E raro che 1’ olivo dia frutta ognianno : per lo più non ne dà che una vol-ta ogni due anni. Quando il frutto è ma-turo, ed anzi alquanto prima il frutto di-viene nerastro e si deve coglierlo a ma-no. Per lo più le olive raccolgonsi conbachi, metodo viziosissimo, ma più eco-nomico. Questo raccolto si scerne separande le olive belle e sane da quelle chesono guaste o cadute naturalmente; que-ste non danno che un olio mediocre at-to a bruciarsi o a farne sapione. Le olivesi ammucchiano in un granaio o sottotettoie ove finiscono di maturarsi ; maquesto effetto non deve durare a lungo,giacché se accresce la quantità dell’ oliogli comunica però un sapore rancido eriscaldato. Spesso si lasciano le fruttaammucchiate un intero mese, sagrifican-do in tal guisa le qualità all'abbondanzadel prodotto. Si può ritenere come ter-mine conveniente il tener le olive ammucchiate pier tre o quattro giorni, ven-tilandole diligentemente: ma quando 1 0 -lio destinasi a fare sapone o ad esserebruciato, allora giova aumentarne laquantità tardando il più che si può adinviarle all’iSFKAVTOio. Dimandiamo aquesto articolo ed a quello olio p crquanto risguarda tale fabbricazione.

L’oliva è di pessimo sapore : non vie-ne sulle mense che dopo essere siala