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Tomo IX.
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ao4 Onicr.LLo

onde ne vennero assai porco studiateleproprietà. Appena si conosce come sicomporta Toriana con diversi reagenti.Si sa soltanto che questa sostanza colo-rante partecipa della natura delle mate-rie resinose, eh’ è pochissimo solubilenell’acqua, cui comunica una tinta di ungiallo pallido, che gli alcali, l’alcoole, l’e-tere e gli oli la disciolgono in maggiorproporzione, e il cloro ne distrugge latinta in un istante, ec. Boussingault pub-blicò in tal proposito una nota inseritanel t. XXVIII degli Annali di fisica e dichimica, dalla quale poco più di quantosappiamo si apprende.

Prima che gli Europei entrassero inAmerica , quegli abitanti nsavan l’orianaper ungersi il corpo, e per estrarne lamateria colorante ne stropicciavano i se-mi tra le mani unte con olio. Con que-sta triturazione la materia colorante uni-vasi all’olio, e ne risultava una speciedi pomata eh’ essi toglieano con una la-ma sottile. L’oriana cosi preparata eraassai più vivace di quella del commercio.

La poca durata delle tinture coll’oria-na ne ristringe il consumo, e non la siadopera a tinger le lane. Usasi nelle tin-ture della seta e talvolta del cotone. Or-dinariamente si adoprano gli alcali perottenerne la soluzione nei bagni di tin-tura. (R.)

* ORICANNO. Piccolo vasetto distretta bocca, nel quale si tengono le;acque odorifere.

ORICELLO. Questa materia, usilatis-tima nelle tintorie, è assai poco notaquanto alla sua preparazione e alla suavera natura. Il motivo che senza dubbioha impedito ai chimici di farne l'oggettod uno studio speciale, è il non esser sem-pre formata colle sostanze medesime, eche le operazioni alle quali si fa soggia-cere prima di porla in commercio varia-no in ogni paese, e, per così dire, in ogni

Oricello

fabbrica. Inoltre si tengono generalmen-te secreti! metodi a’quali si ricorre, odalmeno le circostanze, o qualche ingre-diente accessorio cui si attribuisce labuona riuscita. Sappiamo di certo cheIrovansi in commercio qualità diverse dioricello a vani prezzi. Il più stimato cigiunge dalle Canarie ; se ne ritrae anchedalle Acori, dal capo Verde , da Madera,dalla Corsica e dalla Sardegna . Se neprepara d’inferior qualità in Francia :sembra peraltro che la differenza dipen-da da qualche materia terrosa acciden-talmente unitasi, più che dalla naturadella sostanza che serve a prepararla. Sitrae questa sostanza tintoria dal miscu-glio di diversi licheni che crescono suiPirenei, sulle Alpi , nell’Auvergna e nellaLozara.

Noi non possediamo alcuna esatta no-tizia sulla preparazione dell’oricello delleisole; ma Ilellot descrive un metodo dalui seguito utilmente per trarre la mate-ria colorante esistente nell’ erba oricel-lo del Capoverde . Egli ne prese unamezza libbra tagliata sottilmente, e lapose in un vase di cristallo contenentedell’ urina fermentata quanto basta ainumidire il lichene, poi aggiunse un’on-cia di calce spenta. Mescolò tali sostanzeunite di due in due ore nel primo gior-no, chiudendo il vase ogni volta: nel se-condo giorno agitò il miscuglio quattrovolte, aggiungendo la prima nuova calceed urina: nel terzo e nel quarto giornocontinuò egualmente aggiungendo altracalce ed urina, e vide la calce comincia-re a tingersi di colore purpureo. Final-mente tutto divenne di un porpora chia-ro dopo otto giorni, ed il colore si caricosempre più negli otto giorni seguenti,in modo che dopo i5 giorni l’oricelloforniva una buona tintura. Cocq, com-missario delle polveri e nitri, ci diededelle importanti notizie sul metodo di