Band 
Tomo IX.
Seite
203
JPEG-Download
 

Oriisz

di legno, poi stemperansi con alquantaacqua. Si lasciano per alcune settimane,e fermentano. Si agita il miscuglio, edecantasi il liquido in un tino: si fa stes-samente una seconda e una terza mace-razione finché i semi danno materia co-lorante. Si riuniscono i prodotti di tuttele decantazioni, e si colano attraversouno staccio raro, pel quale l’acqua tra-scina seco i fiocchi rossi in essa sospesi.I rimasugli dei semi restano sopra lostaccio, e si gettano siccome inutili.

Al riferir di Le Blond, questo pro-cesso è difettoso, sembrandogli preferi-bile di non pestar il seme, e soltanto la-rario agitandolo nell’acqua. Egli anchepensa che la fermentazione nuoca allequalità della materia colorante. Vauque-lin verificò qneste conghielture sopra unapiccola quantità di oriana preparata atal modo. I tintori cui egli la diede dasperimentare trovaronla fornita di quat-tro volte più di materia colorante, e inol-tre asserirono che il colore era moltopiù bello.

Simili inconvenienti fecero pensare alVantaggio che si ritrarrebbe inviando inEuropa I’ oriana nello stato naturale,cioè unitamente ai semi: avrebbesi il di*capito di trasportare un maggior pesodi mercanzia. Ma, ollrecchè diverrebbepiù difficile di falsificarla, si eviterebbero!le perdite provenienti da una cattiva fer-mentazione e da tutte le altre operazioni•Dal dirette e mal eseguite. Secondo Bous -•'ugault, si profittò di tali osservazioni aSauta-Fè di Bogota , dove al presente siprepara un’ oriana di miglior qualità ;Pcaltro, non rompendo piò i semi, lamateria colorante soggiace a una speciedi fermentazione. Ritornando dunque almetodo indicato dopo che si separarono■ semi da questa materia, e la si stempe-ro nell acqua, la si ottiene lasciandolaepofre dall’ acqua medesima, poscia te-

Orusi. 2o3

nendola àd un mite calore fino a consi-stenza di pasta Solida.

Si compie la diseccazione di questapasta in casse ove tX stende della spes-sezza di sette ad otto pollici: le casse siripongono all’ombra, perchè il contattodella luce annerirebbe prontamente lamateria colorante. Per porre in commer-cio l’oriana se ne fanno dei pani del dia-metro delle botti nelle quali vuoisi ri-porre. Avvolgesi ciascun pane in fogliedi bannano, e si comprimono tutti contavole caricale di grossi pesi.

L'oriana di buona qualità è una pa-sta assai omogenea, di consistenza solida-untuosa al tatto : dev’ essere color difooco, e d’una tinta più viva al di den,tro eli’ esternamente. Quando la disec-cazione fu male eseguita, trovasi nell’in-terno muffata; e il color è più pallido.In generale, si preferisce l’oriana di Ca-ienna il cui prezzo è più elevalo.

Poche sostanze sunu soggette a tantefalsificazioni come l’oriana per la facili-tà d’ introdurvi corpi stranieri. Altravolte la si sperimentava sciogliendola inun poco di acqua tepida, e colavasi ladissoluzione per una tela; l'oriana passa;e le sostanze straniere rimangono sepa-rate : ma vedesi bene quanto ingannevo-le sia questo metodo, perchè potrebbesiaggiungere all’oriana qualche materia inpolvere finissima, e non se ne scoprireb-be più la frode. Meglio sarebbe dunquedisciorre l’oriana in un’acqua analizza-ta, e la frode si manifesterebbe col resi-duo insolubile. Siccome d’ordinario sifalsifica l’oriana con terre bolari o conocra, la calcinazione offrirebbe il migliormezzo di riconoscerne l’esistenza. 11 pe-so del residuo indicherebbe immediata-mente la proporzione aggiunta di questematerie.

L’oriana è poco stimata per la estre-ma fugacità della sua materia colorante,