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Tomo IX.
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a I 8 Orìcoi.o

ture. Si torna a passare la catena-sulla lamina d’ acciaio , ritoccando conuna lima gli orli dei pagliuoli e le facce,dopo di che, per compire il lavoro, siaggiusta il tutto col bulino.

Finalmente si tempera la catena ro-tolandola e ponendola nel foro fatto inun grosso carbone, per indi esporla allapunta della fiamma d’una candela di se-vo che vi si soffia sopra col cannello.Allorché la catena è al rosso ciliegio, lasi getta nell’olio ; poi si fa rinvenire e-sponendola così unta sulla fiamma di unacandela che abbrucia l’olio. Non rimaneche pulirla passandola sulla pietra diLevante o strofinandola con polvere diquesta pietra, operazioni che le si ese-guiscono nel darle l’olio.

Oricolo

Tale è lo scappamento detto a ser-pentina il più usitato in commercio.Questo meccanismo, vedesi rappresenta-to nella fig. 5, ove si scorge 1’ unionedella molla spirale hi, sul tempo Hit, ecome la serpentina G agendo alternati-vamente sulle alette L,L comunichi ilmoto all’asta CL. Nelle macchine dili-gentemente lavorate si adotta di prefe-renza lo scappamento a cilindro, a quel-lo ad àncora, od altri i quali costano piùfatica, ma danno effetti più sicuri. Neicronometri, in cui fa d'uopo maggior re-golarità, adoperasi lo scappamento diArnold. Ripiglieremo tantosto tale sog-getto.

Rotismo.

Scappamento.

Yarii ingegni servono di regolatori almoto degli orologi ; non ci occuperemoper ora di tale soggetto, dovendo essovenir trattato estesamente in apposito ar-ticolo. Diremo semplicemente che vi èuna ruota non dentata, ossia un volan-te, che dicesi il tempo : la quale è imper-:na col rocchetto e della ruota centralenata ed oscilla sopra un asse centrale,!/; essa deve sempre far un giro all’ora,cui è fissata la cima interna d’una molla giacché l’indice dei minuti y è posto sulcapillare, detta per la sua forma spirale,! prolungamento del suo asse. La ruotail cui capo esterno è attaccato alla car-/ - conduce il rocchetto g e la ruota htella. Quando si fa girare questo tempo,Iche ingrana col rocchetto f della ruo-ei strignesi intorno la spirale che, per ta a corona k , che ingrana col roc-

Spiegheremo adesso il maccanismo cheserve a legare la forza motrice col rego-latore, e che vedesi rappresentato nellefig. 4 e 8. Vedesi fra le due cartelle iltamburo a cinto dalla sua catena che eitira girando, mosso dalla molla che rac-chiude. Questa catena tira la piramide be la fa girare nella stessa direzione deltamburo ; la ruota della piramide ingra-

ia sua elasticità, svolgendosi in senso op-

chetto l della serpentina , il cui asse

posto, rende al tempo una forza rotati- paralello alle due cartelle poggia su dueva, poi torna a ripiegarsi, indi a stender-jpezzi detti patema e contrappolenw.si, e così via seguitando ; l’asse del tera- In m vi è una vite che ferma la poten-po essendo spinto per effetto delle ruo-iza, e le lascia un po’ di moto bastantete, ei ricupera ad ogni colpo la forza perchè si possa collocare il tempo. Fi-che le resistenze gli fanno perdere, e finalmente sopra la cartella vi è un pon-movimento continua con tutta la regola- ticello o, detto braccibolo ( V. questarità che può dare una forza costante che parola ) , che è destinato a cuoprire .laagisce sulla spirale con uguale energia e spirale ed il tempo p, uno de’cui per-meila medesima guisa. !ni sostiene.