Band 
Tomo IX.
Seite
233
JPEG-Download
 

OlUBOLO

di moderare come si vuole la velocitàdelle ruote in generale, o particolarmen-te quella di una tal ruota , scegliendoconvenientemente le dentature degl’ in-granaggi. Ma in generale iutcressa nonlasciar camminare l'oriuolo per tutto iltempo che può farlo muovere la forzadella molla ; poiché , avvicinandosi alpunto in cui questa forza cessa d’esserbastante a produrre il suo effetto, essadecresce con tale rapidità che il moto èmolto inuguale. Quindi un oriuolo chepotrebbe camminare [ter venti giorni de-ve essere caricato ogni i5 a :6.

Quando adoprasi un peso motore, laazione è più regolare ; e se gli attriti ele resistenze fossero sempre uguali, co-me in fatto verificasi negli oriuoli dili-gentemente eseguili, detti perciò rego-latori , il movimento sarebbe perfetta-mente uniforme , poiché il pendulo fa-cendo le sue corse in archi sempre ugnali,le oscillazioni avrebbero la stessa dura-ta. Perciò negli oriuoli astronomici ado-pransi i pesi motori. In questo caso si hacura di non complicare il meccanismocon joneiìa, ago de’giorni, ed altre in-dicazioni che , modificando gli attriti ,distruggerebbero ruuiforiuità del moto,e il principale oggetto propostosi che èquello di segnare le ore, i minuti ed isecondi con la maggior regolarità pos-sibile.

In generale i pesi sono incomodi a col-locarsi, dovendosi lasciar loro lo spazionecessario perchè scendano : quindi ne-gli oriuoli da tavolino si sagrifrca una re-golarità nel motore, la quale, benché de-siderabilissima, manca già per altre piùlotti ragioni, e si usauo di preferenza le•nulle ; ma nei regolatori, e negli oriuolisostenuti ila una cassa a piedestallo a co-lonna, si preferiscono i pesi. Tanto gio-Va sapere su tal proposito.

Kegli olinoli comuni il cordone cui à■Dit,. Tecnol. T. IX.

Oriuoio 235

attaccato il peso motore è avvolto sultamburo ove dovrebb’ essere la molla ,sul quale v'hanno delle punte che im-pediscono alla corda di scorrere median-te anche un piccolo contrappeso attacca-to all’altro capo di esse. Questi orologinon camminano che 3o ore, il motorearrivando ben tosto al basso della suadiscesa.

A fine di eritare il contrappeso e lepunte del tamburo, attaccasi la cima del-la corda del peso alla circonferenza deltamburo ; la parete di questo, o la gros-sezza della ruota, tiene un foro in cui siinfila la cima della corda, e un nodo chevi si fa più grosso del foro le impedisced'uscirne. Il tamburo è coperto dai va-ri giri di questa fune, in capo della qua-le è il peso motore che tira la superfi-cie obbligandola a girare e condurre lealtre ruote.

Si regolano in modo il peso ed il rag-gio del tamburo che il momento di questaforza sia più che sufficiente a muoverela macchina . ( V. verricello e ruotadentata ) . Non si devono però caricaredi troppo le ruote per non danneggiarele dentature. l’arte della corda pendecol peso, e questo scende a misura chel’oriuolo cammina : per ogni intero girodella ruota del tamburo il peso discended’una circonferenza di esso; quanto mag-giore è questa circonferenza tanto mag-giormente discende il peso, che però ba-sterà sempre minore, agendo sopra unbraccio di leva più lungo. Se il tamburoè piccolo, il peso scende più lentamente,ma deve essere più grave. Adattasi altamburo una caricatura, ed un asse a ci-ma quadrata, per rialzare il peso con unachiave; quando vi è il contrappeso, ti-rasi il piccolo peso per rimontare il mo-tore, facendo girare il tamburo in versoopposto.

I’er non caricare le ruote d’un peso

3o