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Tomo IX.
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2^4 Oh:dolo

troppo grande, e acciò nullameno unadiscesa di 4 a 5 piedi basti per far cara- Iminar l’oriuolo per :5 a io giorni, eanche di più, si immaginò di adoprare lecarrucole inabili ( V. carrucole e ta-glie ) . Diciamo dei due apparecchi piùin uso.

Allo ruota del tamburo D (fig. 8) èfissato un cilindro A intorno a cui rav-volgesi la fune che è mantenuta tesa dalpeso motore P. Uno dei capi di questafune è fermato in C alle parti immobilidella macchina, e l’altro alla superficiedel tamburo, come dicemmo poco fa. Intal guisa, questa fune pende sui due pun-ti ov’è attaccata formando due linee pa-ralelle, alla cui curvatura inferiore tro-vasi o cavalcioni uua carrucola mobileB ; l’asse di essa sostiene, per la staffacui è attaccato, il peso P. Da una taledisposizione risulta, per la teoi-ica dellecarrucole mobili, che il peso scende lametà più adagio che quando era attac-cato direttamente alla corda, vale a dired’una mezza circonferenza del tamburoper ogni giro di esso ; ma bisogna peròche il peso P sia il doppio di quel cheera nel primo caso, essendo per metà so-stenuto dal punto stabile C, nè le ruoteprovando altra azione che quella dell’al-tra metà. Il cilindro A tiene, come nelcaso antecedente, una caricatura, e lacima dell'asse quadrata per caricare il pe-so P quando è sceso abbasso.

Nell’ altro meccanismo adoprasi unafune eterna disposta come vedesi nellafig. 9. D è la ruota del tamburo ossia ilprimo mobile ; sul suo asse vi è una gi-relli A la cui gola è armata di punte odenti i quali impediscono la fune non viscorra sopra. Il peso motore P è attac-cato ad una carrucola mobile B, ed uncontrappeso O pende dalla carrucola mo-bile E ; finalmente attaccasi alle parliimmobili dell’oriuolo una quarta girella

Oaitior.o

G, armandola d’ima caricatura che nonle permetta di girare che in un sol verso.La corda piegasi formando quattro lineeparalelle; di A scende per A a alla car-rucola mobile B, risale per bC alla girel-la stabile C, scende di nuovo per C c allacarrucola mobile E, finalmente risale perE d alla girella A ilei tamburo.

Non parlando dell’attrito e dell'effet-to delle punte ond’è armala la gola del-la girella A, si scorge che, perchè v’ab-bia equilibrio, i pesi P e Q devono esse-re uguali, e che le tensioni delle cordesaranno uguali fra loro, e ciascuna di es-se pari alla metà di uno di questi pesi.Ma, per produrre il movimento, il con-trappeso Q è assai piccolo, e solo bastantea tendere la corda cl, acciò questa premasulle punte della girella A, nè vi scorrasopra : il motore P agisce in tal casosulle ruote con una forza uguale allamotà di quella onde supera il peso Q,dibattuti gli attriti, e la resistenza per larigidezza della fune, che in tal caso sonoconsiderabili (V. carrucola ),

Riesce utile adattare la girella C sul-l’albero stesso del tamburo : allora l’ap-parato ha la forma indicata dalla fig. io,ove le stesse lettere indicano le medesi-me parti rhe nella fig. g : la descrizionedi questa può applicarsi alla fig. io.

A lungo andare le punte ond’è arma-la la girella A logorano la fune rhe tieneil peso, la quale suol farsi di seta ; perovviare simile inconveniente si fa la gi-rella di due tronchi di cono molto span-ti (fig. 11) che si uniscono per la lo-ro base minore, sì che la fune Jg pre-1 muta dal peso e dal contrappeso entrai in una scanalatura angolare che la strin-ge e produce un grande attrito.

Fino a tanto che il peso motore pu°scendere, la macchina cammina con for-za sempre uguale,• ma quando il p es0 ®1 giunto al suo piano inferiore e cessa d‘