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Tomo IX.
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ag Ili vi sono degli indici stabili che se-ga ano i numeri sopra mostre mobili ; mavi è il vantaggio che la ruota di scappa-mento di Ferguson è caricata del pesodi una mostra che ne rende difficile larotazione, laddove invece quella di Bre-guet è leggerissima.

Passiamo ora a parlare del tempo ve-ro e delle altre indicazioni.

Abbasso della colonna vi è una ruotaparte nascosa nel piedistallo e di cui nonvedesi che l 1 orlo superiore. Questo èdiviso in 365 parti uguali per indicare igiorni deir anno ; sono esse partite indodici spazi, nei quali sono i nomi deimesi e le date dei giorni. La data checorre cade sotto il filo dal piombino cheserve a porre la colonna esattamente ver-ticale. Questa ruota è annua, vale a dire,compie il suo giro entro un anno. Perogni giro della ruota A, cioè per ogni24 ore un meccanismo simile a quelloche serve pei giorni ne’ comuni oriuoli,fa saltare un dente di questa ruota percondurre sotto del filo a piombo lanuova data.

Dietro alla ruota A, il cui disco èchiuso, vi ha un disse , come negli o-riuoli ad equazione (V. questa parola) 5una leva che scorre soli’ orlo dell’ elissedà il moto ad un piccolo sole che sfegnail tempo vero e indica di quanto ognigiorno avanzi o stia indietro dal tempomedio. Questa parte del meccanismonon viene da noi descritta nè disegnataperchè conforme a quanto di già altro-ve spiegammo.

Il pendulo è costruito dietro un prin-cipio particolare, sì per la sua assolutalunghezza come per la compensazione.Lo si vede nella fig. 20. Occorrendo cheei battesse i secondi, e che nullamenoFormolo si potesse porre sopra un tavo-lino, Breguet ebbe ricorso ad un con-trappeso posto al di sopra del punto di

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sospensione. L’asse di rotazione, cui so-no attaccate le leve di scappamento, èesattamente orizzontale, e poggia da uncapo su d’un coltello, dall’altro soprauna punta d’acciaio temperato. Il pen-dulo è formato su questo asse, ed oscilladietro alle ruote ed alla colonna al solito,come vedesi nella fig. 20. Questo pen-dulo è assai corto perchè il contrappesosuperiore, che è un vase Y, invitato aldi sopra dell’ asse, rallenta di molto lavelocità. Un esempio di tale effetto neabbiam già veduto all’articolo metrono-mo. Quanto più innalzasi il contrappesosuperiore, tanto più lente sono le oscilla-zioni. Quindi un pendulo disposto in talguisa può battere i secondi abbenchè siacorto. Il vase T è posto a vite sì chepuò fare que’ piccoli movimenti che sivuole in direzione verticale, per giunge-re al punto in cui batte esattamente isecondi.

Il pendulo componesi d’una lente in-filata sopra un’ asta quadra di platinoche tiene abbasso la madre che serve diregistro per regolare il pendulo ad unatemperatura costante. Quanto alle va-riazioni di quest’ultima, si compensanonel modo seguente. Sotto la lente, e fi-no alla madrevite, accopipiasi al platinoun’asta di ottone fermala con copiglieal basso della prima ; la lente poggia suquest’asta. Quando la temperatura s’in-nalza, tutti i pezzi si allungano ; la lentediscende per l’allungarsi del platino, inarisale per l’allungarsi dell’asta di ottoneond’è sostenuta, e vi ha compensazione.La madrevite su cui è invitato il vase Yè infilala a sfregamento sopra un’asta fis-sata da un sol capo all’ asse orizzontaleche tiene il pendulo e le leve di scappa-mento. Quindi, smuovendo più o menoquesto vase Y, che si fa scorrere lungoquest’asta compensatrice da cui è soste-nuto, si regola facilmente Formolo, p er “