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Tomo IX.
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a5G Oro

una soluzione di nitrato acido di mercu-rio, poscia riscaldando il metallo copertodall’amalgama per volatilizzarne il mer-curio. In alcuni casi si dorano i metallicon una soluzione di cloruro d’oro nel-F etere solforico che stendesi sulla lorosuperlicie prima riscaldata. L’etere si Vo-latilizza e rimane l’oro, il quale si poli-sce e brunisce. Usasi anche allo stessooggetto l’oro in polvere, in ceneri, otte-nute colla combustione di un pannolinoimmerso nell’ oro disciolto : quest’oro siapplica con un pennello sopra una su-perficie convenientemente preparata. Sitroveranno le particolarità che si possono desiderare riguardo alle dorature nel-1’ articolo DORATORE.

Anticamente il popolo era inclinato acredere che le sostanze vare e preziose!dovessero anche giovare alla salute. Contale idea 1’ oro non offrì certo le minorisperanze, e se ne usarono diverse prepa-razioni sotto il nome di elisir d 1 oro,goccie d' oro, oro potabile , ecc., unitenegli elettuarii alle pietre preziose : lequali cose or vennero totalmente dimenti-cate. Ai dì nostri il dott.Chrestien, valen-te medico di Montpellier , con idee piùutili tentò 1’ uso dell’ oro specialmentenelle malattie sifilitiche e nelle affezionilinfatiche, nè furono senza vantaggio idi lui tentativi. Egli adopera 1’ oro indiversi stati; idi oro metallico divisomediante il mercurio e separatone dili-gentemente, nonché d’ oro precipitatodalla sua dissoluzione nell' acqua regiacol prutosolfato di ferro ; a.° d’ ossidogiallo precipitato colla potassa; 3.°d’os-sido bruno quasi metallico, precipitatodalla sua dissoluzione con un pezzo distagno : 4-° di muriato d’ oro e di soda,ossia il cloruro d’oro e di soda, prepa-ralo come segue: Si mesce una soluzio-ne d’oro meno acida che si può con unasoluzione di «ni marino puro, facendo che

Oro

le due soluzioni contengano quantitàuguali di questi sali : poi si evapora ilmiscuglio a secchezza, con'ogni precau-zione per evitare che 1’ oro si ripristini,e non rimanga acido nel sale.

Chrestien amministra le preparazionid’oro in due modi: esternamente in fri-zioni, ed all’ interno. In quest’ultimo ca-so, unisce una parte del sale triplo d’orodi soda con due parti d’una polvere ve-getale, come l’iride fiorentina o regoliziaper moderarne l’azione.

Du Portai applicò il metodo di Chre-stien ad un ammalato cui un ulcere can-ceroso aveva corroso le parti molli delnaso ed una guancia. Colle frizioni delmuriato d’oro e di soda sulle gengive, eprendendo all’ interno 1’ ossido giallod’ oro precipitato colla potassa, il malatomigliorò prontamente, sicché speravasiuna completa guarigione quando DuPortai ne rese conto alla Società farma-ceutica.

(L.^-’r.)

Si è detto al principio di quest’artico-lo che Iraesi l’oro dalle sabbie auriferecoi lavacri. I Boemi o Tchingani lavanoqueste sabbie in Ungheria servendosi diuna tavola nella quale sono scavate 24scanellature trasversali. Tengono la ta-vola inclinatale mettono la sabbia sullaprima scanellatura : poscia vi gettanodell’acqua. L’oro, unito con un poco disabbia , raccogliesi d’ ordinario nellaio™ scanellatura. Quest’ oro ponesi inun bacino di legno piatto che ha unaconvessità verso il fondo, e lavando lasabbia, e imprimendole un certo movi-mento, ne separano assai destramente lepagliette d’ oro.

* Oro in foglia ; dicesi l’oro battutotanto sottilmente che è ridotto in fogliecome di carta. V. battiloro.

* Oro macinato. Oro in foglia maci-