264 OuTOl'IilllA.
cose da ricercarsi, generalmente parlan-do, sono i siutùmi esistenti, le cagioniche li produssero, o per lo meno quelleche li fanno continuare, e la maniera diguarirla.
Nel caso onde trattiamo, la deformitàè il sintomo, il peso delle parti superio-ri è la cagione. Si cercò, per esempio,di sollevare la colonna vertebrale da que-sto peso mediante Minerve o collari cheinnalzano il capo. Su questo principio sicostruirono le macchine di Levachcr, diDuverney, e quelle usate oggidì la cuiinvenzione e prima esecuzione è dovutaa Venel. Adottossi la posizione orizzon-tale, in cui la parte deviata è in qualchemodo libera dalle parti superiore ed in-feriore con 1’ aiuto di questa posizione,tirando la parte deviata per le sue estre-mità ; operando gradatamente si riescea ritornarla quanto è possibile nellaprimitiva sua direzione. L 1 uso di que-sto mezzo, continuato più o meno a lun-go, cui altri se ne aggiungono per pre-mere o rialzare secondo 1’ uopo, formanola cura ortopedica.
Jalade-Lafont non si limitaasostene-re le parti deboli con un collare : ma leobbliga a piccoli movimenti, circostanzasenza di cui riconobbe non potersi otte-nere una guarigione sicura e durevole.
Quindi all’ immobilità d’ azione ed algrado peymanente di forza sostituì mec-canismi che presentano alternative di re-sistenza e di flessione sì che i muscoliconservano la loro contrattibilità ; essipossono agire, svilupparsi e acquistarela forza necessaria per resistere all 1 ab-bassamento delle medesime parti allorchéla contrazione cessa di agire. Si stabili-sce l 1 equilibrio nell 1 energia delle poten-ze opposte ed i movimenti essendo resiregolari prendono la direzione che lorodà la natura nello sviluppo normale.Questo leggero movimento delle parti,
OiiTorriiiA
e queste moderate contrazioni, sono unode 1 maggiori vantaggi che ottiene dal suosistema oscillatorio quell 1 abile operato-re, e quello che gli fece ottenere le piùimportanti guarigioni.
Graduando l 1 azione di questi stro-menti, dando loro alternativamente gra-di più o meno forti d 1 energia, producenegli organi un dolce stimolo ; ridestale proprietà vitali, e da questo bilan-cio di forze, ottiene un nutrimento piùattivo, un accrescimento, una regolariz-zazione in tutti i fenomeni vitali.
Da quanto è detto risulta che quan-tunque gli stromenti onde parliamo siappoggino sul malato, essi non esercitanoperò una compressione isolata,uno strin-gimento, come farebbe ujia stretta cintu-ra che incomoda sempre i visceri dige-stivi nelle loro funzioni. Questi nuovistromenti sono disposti in guisa da nonprodurre veruna compressione nociva ;foggiati dietro la forma delle parti, nefacilitano l 1 azione anzicchè impedirla.Tali macchine hanno il vantaggio dilasciare mobili certe parti più deboli,mentre vietano ogni moto a quelle il cuisviluppo è inuguale. Questi effetti vengo-no prodotti con semplici mezzi de 1 qualidaremo una idea sufficiente descrivendoil letto meccanico ed oscillatorio, che èla priucipal macchina usata in questacura.
La fig. 1 , Tav. XXXIX della Tecno-logia rappresenta il letto sul quale siassoggetta il malato all 1 azione del mec-canismo oscillatorio.
La lettiera è di noce, e quasi del tuttosimile a quella dei letti comuni; sopra ilfondo armato di cinghie vi è un materas-so Z,Z' la prima parte del quale, che edal lato della testa, è mobile a cerniera,ad un terzo della lunghezza del letto,presso a poco verso il punto E, per p°"ter alzare o abbassare quanto e come si