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sua purezza, le sue proprietà e le pro-porzioni in cui trovasi nelle combinazio-ni : ricorderemo inoltre le composizionipiù considerabili di cui la parte, la suainfluenza sulla respirazione e sulla ger-minazione, e l’uso cbe se ne fece allostato di gas nell’analisi elementare dellesostanze organiche.
La parola ossigeno è tratta da due vo-ci greche eljus, acido e y,yn ; io genero ,perchè, secondo gli autori della nomen-clatura chimica, esso venne riguardatocome il principio generatore degli acidi.Si mantenne poscia Io stesso nome, ben-ché si sieno conosciuti altri acidi neiquali non entra 1 ’ ossigeno.
La scoperta dell’ ossigeno è dovuta aBayen che, nel 1774-, 1 ° ft' asse dall’ossi-do rosso di mercurio esposto al fuoco ;lo stesso autore si assicurò che questoprincipio contribuiva ad aumentare ilpeso dei metalli calcinali. Priestley aLondra, qualche mese dopo, e Scheele in Isvezia, fecero conoscere alcune pro-prietà dell’ ossigeno ; ma specialmente algran Lavoisier siamo'debitori delle co-gnizioni più esatte intorno ai caratteridistintivi di questo corpo.
Il perossido di manganese nativo è lasostanza dalla quale si trae ordinaria-mente l’ossigeno, quando ne occorra ingran quantità. Questo minerale, essendosovente unito al carbonato di calce, con-viene, prima di adopratlo, lavarlo conacqua acidulata di acido muriatico che nediscioglie la calce separandone 1 ’ acidocarbonico. Senza tale precauzione, ot-terrebbesi il gas ossigeno unito a dell’a-cido carbonico, dal quale peraltro si po-trebbe privarlo agitandolo coll’acqua dicalce. Secondo Bayen, debbonsi rigetta-re le prime porzioni di ossigeno ottenu-te, perchè contengono del gas azoto.
Introducesi adunque in una storta digres lutata il perossido di manganese così
Ossigf.xo
preparato : se ne chiude ermeticamente1 ’ orilicio con un turacciolo nel qualeentra un tubo di veltro, la cui estremitàricurvata entra sotto'una campana ripie-na di acqua, posta sull’ apparato idro-pneumatico, e si riscalda dolcemente lastorta in un fornello di riverbero. L’ariade’vasi passa la prima, e quando la stor-ta comincia a roventarsi svolgesi il gasossigeno. Si rigetta la prima porzione,poscia la si raccoglie, e può riguardarsicoinè ossigeno puro. Cinquecento gram-mi o una libbra di perossido di manga-nese forniscono circa 1 2 litri di ossigeno:rimane nella storta un miscuglio di prot-ossido e di perossido di questo metallo.
Si può ottenere una maggiore quanti-tà di ossigeno servendosi di un altro me-todo ; cioè aggiungendo al perossido dimanganese un cgual peso all’ incirca diacido solforico od acqua. L’ aflinità del-1 ’ acido pel protossido favorisce lo svol-gimento dell'ossigeno, e rimane in» pro-tosolfato di manganese.
Quando occorre una piccola quantitàdi gas ossigeno, e si ha in mira di averlopurissimo, Io si trae a preferenza dalclorato di .potassa. Introduconsi aleniligrammi di questo sale privato totalmen-te di cloruro in una storta di vetro, cuisi aggiunge un tubo, la cui estremità en-tra sotto un barattolo pieno di mercurio.Un piccolo fuoco basta a svolgere il gas:il sale si fonde, si gonfia,rimane una ma-teria porosa eli’ è un cloruro di potassio;così l’ossigeno ottenuto proviene dall a-cido e dalla base.
In qualunque maniera si prepari l’os-sigeno, esso è puro qu indi) una dissolu-zione alcalina introdotta in un tulio gra-duato ripieno di questo gas, non ne di-minuisce il volume ; il che prova noncontenere acido carbonico nè cloro. Essoè puro, e non contiene azoto, per esem-pio, quando colla combustione di un pie-