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* Patte di bolina. Alcune curile sta-bilite nelle busse u maglie dello ritinga, edisposte iu maniera che tesata la bulina,curda legata a queste patte, si viene atesare quasi il terze della rilinga vers ila bugna, che senza l’aitifizio di licitepatte non potrebbe tesarsi se non conpiù curile.
PATTINO. Chiamasi cumunementepallini uua specie di calzatura destinataa riparare i piedi dall’uuiidilà. Per taleoggetto veggonsi in molli paesi calzatu-re da inverno formate d una grossa suo-la di legnu coperta d’ una calza di lanainchiodala sulla suula, e talora inchioda-ta solo fino alla mela, cominciando dallapunta, per lasciar al piede il modo dipiegarsi, evitando lo sfregamento conti-nuo del calcagno sui lati della calzatura,la suola non essendo flessibile. Tale pre-cauzione sarebbe inutile se la suola fossea cerniera; poche però se ue veggono dicostrutte iu tal guisa, forse perchè il lo-ro prezzo sarebbe troppo alto per quel-li che ne fanno uso, i quali sono dellaclasse meno agiata della società. La calzaè imbottita di lana; sul tomaio, e intornoai quarti è fornita d’ un tessuto di pa-glia, e cinta all’ intorno d’uua fascia dipelle nera larga due pollici. La calza èfissata con chiodi, mediante questa pelleintorno alla suola di legno, e cucila sullapaglia col suo orlo internu.
Nel 1812 Matran imaginò un patti-no spezzalo composto d’ una suola dinoce, guernila di cuoio a foggia di pan-tofola, e foderala di pelle. Questa suolaè spezzata verso il centro; i due pezzisono uniti con una cerniera d’ ottone,tenuta a luogo al dissopra da una mollad’ acciaio, e al di sotto da un pezzo dicuoio flessibile.
La parte posteriore del pattino poggiasopra un peso quadrato di ferro, di duepollici di lato, grosso cinque linee, sta-
I’ ATTI SO
bilmente attaccato albi suola con due for-ti viti u dado. La punta poggia sopra unaltro pezzo di ferro rotondato, le cui dueestremità sono riunite da una traversa: sidiede una tal forma a questo ferro, acciòpossa facilmente rimuovere tulli gli osta-coli che se gli oppongono. La traversaimpedisce che non s’t ritraducano fra ledue parti del pettino sassi o altri corpi.Una coreggia elastica serve a tenere dpattino sotto al piede.
Nal 1816 Bozon ottenne a Parigi unprivilegio esclusivo per pattini da porsisotto gli stivali o le scarpe. Ne daremo ladescrizione con figure. LaTav. XLI dellaTecnologia , fig. 8 mostra la suola di le-gno, veduta dal lato interno; è desse fles-sibile mediante uoa cerniera a ed unamolla piatta a scanalatura b, fissatavicon tre viti.
Fig. 9, la stessa suola veduta di pro-filo.
Fig. io, il pattino finito veduto di pro-filo, con la coreggia elastica c, che servead attaccarlo sotto la scarpa.
Fig. ire 12, ferri con le loro viti,da porsi il primo sotto la parte anterio-re della suula, il secondo sotto al calcagnu.
L’autore fece pure nello stesso modoalcune scarpe-pattini.
Da quel momento si fecero sotto-cal-zature simili ai pattini che abbiamo de-scritti (V. gli articoli galoscia e socco.)
I’attito. Più propriamente dicesipattino ad una specie di sotto calzareche attaccasi al piede sotto le scarpe, bensaldamente con coreggie e fìbbie, e chesi adopra ne’ paesi settentrionali , perviaggiare sul ghiaccio, o divertirsi a sci-volare nel verno quando i fiumi ed i ca-nali sono agghiacciati.
Questo pallino è una suola di legnogrossa circa 2 centimetri, nel mezzo del-la quale al di sotto è fermala sulla sualunghezza una lumina d’ acciaio grossa