I’elacase
Dobbiamo pure a Makbride l'innovazio-ne di immerger le pelli nell' infusione divallonèa, invece di stratificarle con essanelle fosse. Questo venne adottato daSeguin , e si pratica oggidì in Inghilter-ra, iu quanto che metlesi nelle fosse, col-le pelli e la vallonèa, una grandissimaquantità d’acqua, per cui si ottiene illavoro compito in minor tempo. E' danotarsi che 1’ uso dell" acido solforico, eil tannaggio colf infusione di vallonèa,sono le basi fondamentali del metodo diSeguin .
Nel i 788, Saint-Réul, avendo cono-sciuto coll’esperienza che l’acqua spo-gliava le pelli, coll' ebollizione, della ge-latina che le costituisce, e eh’ essa dallepelli tannate nulla poteva separare, nededusse la falsa conseguenza che la ge-latina animale venisse distrutta dall’azio-ne della concia, per cui propose un nuo-vo metodo.
Egli lasciava soggiornare le pelli nel-l’acqua calda rinnovandola più volte,affine di privarle possibilmente della lorgelatina e dilatarle, per disporle a combi-narsi col principio astringente della val-lonèa. Un simile metodo tanto lontanodalla verità venne dimostrato erroneoquattr’ anni dopo dalle sperienze di Se-guin. Esso serviva a far retrogradare1’ arte, anzi ad annientarla.
Per vedere quello che operavasi neltannaggio , onde averne una guida nellapratica, e riconoscere la natura partico-lare delle sostanze adoperate, nonchél’azione ch’esercitano in tale circostan-za, questo è quanto fece Seguin . Sa-pevasi da multo tempo che la pelledegli animali, fresca o secca, prima di essere conciata, è in gran parte solubilenell’ acqua bollente, sulla quale proprie-tà è appoggiata la fabbricazione dellacolla forte. La pelle è formata di dueparti distinte : 1’ una carnosa, compatta,
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composta di fibre intralciate, costituentila pelle propriamente detta, e ch'è il cosìdetto derma : 1’ altra sottile, secca, squa-mosa, coperta di pelo, detta epidemie,perchè rieuopre esternamente la prima.Il derme è totalmente solubile nell’acquabollente, e coovertesi in gelatina col raf-freddamento, delta colla- forte . L’epi-demie , formata di mucco e di ma-teria uleosa, è insolubile nell’ acqua bol-lente.
Ne viene che, facendo bollire un pez-zo di pelle in bastante quantità di acqua,tutta la parte gelatinosa si scioglie : ossiadiseiogliesi tutta la pelle, tranne l’ epi-derme.
D' altro canto 1’ esperienza provandogiornalmente che il tanno agisce tantomeglio sopra la pelle quanto più venneammollita nell’ acqua , era presumibileche i principii che agivano sulla pellefossero solubili nell' acqua.
Quindi il derine, ossia la materia del-la pelle propriamente detta , ed an-che il principio presupposto agire sopradi essa, trovandosi 1’ uno e I’ altro allostato liquido, il miscuglio di queste duesoluzioni produrrebbe qualche fenome-no che ci ammaestrerebbe sulla loroazione scambievole. In fatto, Seguin ri-conobbe che, versando nella dissoluzio-ne di colla forte una dissoluzione di tan-no, formasi un precipitato fioccoso, fila-mentoso, bianco lordo, che riunito, e impastaio piglia il colore e 1" odore distin-tivi del cuoio. La gelatina viene total-mente precipitata, ed il sedimento è unacombinazione di gel itimi col tanno , esi-stente nella corteccia di quercia, combi-nazione eh’ è affatto insolubile anche nel-l’acqua bollente : per la qual cosa è im-possibile trac più gelatina da una pelleben concia. Dietro ciò si scorge il per-chè le pelli, non essendo altro che gela-tina tranne l’epiderme, ricevano tanto più