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prima operazione, pungolisi ie code conte stesse precauzioni in un pannolinosottile ed asciutto, ove finiscono di sec-carsi ; quando sono del tutto asciutte ,prendonsi i peli, sollevansi e si taglianovicino alla pelle ; si separano in varimucchi secondo la lunghezza.
Pongonsi questi mucchi separatamen-te 1’ un dopo P altro con la punta all’n-sù in uno scodellino di latta a base pia-na. Gallesi leggermente lo scodellino sul-la tavola ; i peli vi si dispongono para-lelli j le punte fine si alzano, più o meno,secondo la lunghezza del pelo ed alloralevansi i più lunghi, de'quali si fannomucchi a parte, come si è fatto pegli al-tri, secondo la loro lunghezza : si operaalla stessa guisa per lutti i mucchi. Al-lora tutti i peli di ogni mucchio sono diuguale lunghezza. La perfezione del pen-nello dipende da questa uguaglianza.
Prendesi un pizzico di questi peli ugualmente lunghi, più o meno grosso se-condo la qualità del pennello che si vuolfare ; riponesi questo pizzico in uno sco-dellino simile, ma con la punta all’ingiù:scuotendolo, i peli si riordinano come laprima volta ; legansi con refe sottile, colMono da marinaio, legansi più stretti conrefe grosso e con due nodi simili ; dopoaver bagnata la base dei peli per riunirli,si stringono con forza i nodi del refegrosso, mediante due bastoncini.
Queste legature si fanno ad una taldistanza dalla punta, che si determinadietro la lunghezza che si vuol dare alpennello; i peli che sopravanzano gli al-tri dal lato della base si tagliano con leforbici.
Nuli 1 altro rimane che montare i pen-nelli in cannoni di penne o in tubidi latta. Le penne che s’ impiegano sonoquelle di cigno, d’ oca, d’ anitra, di pa-voncella, di piccione e d’allodola, secon-do la grossezza del permeilo che si vuol
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(are. I cannoni si tagliano in alto a beccodi flauto, e abbasso orizzontalmente, al-quanto sotto al punto ove cominciano ai istrignersi, per lasciare un foro più strettoin cui deve uscire il fascetto dei peli ; silasciano di una lunghezza adattata al pen-nello. I cannoni di penna si lasciano amolle a/; ore nell’acqua comune, perchèabbiano il tempo di gonfiarsi, ammollirsi,ed evitare che le penne si fendano, al-lorché vi s’introducono a forza i peli.
Introducesi il fascetto di peli nella ci-ma più grossa della penna per la punta,dopo averne unite le punte bagnandolesulla lingua ; si fa entrare più addentrospignendovelo con un ferro grosso comel’interno del cannone; fino a tanto chela punta esca dall’altro capo del tubo.
I peli devono essere cernili, poichéquanto più piccoli sono i pennelli tantopiù fini esser deggiono. Questa è la par-te più diligente del fabbricatore di pen-nelli , che addottanda molta abitudine,una gran pazienza, e molta delicatezzanella manipolazione. Quantunque in Pa-rigi vi sia gran copia d’operai che sidanno a tal genere d'industria, pure sene contano quattro al più che faccianoquesto lavoro esattamente. Si è notatoche in generale le donne hanno più atti-tudine degli uomini a simili operazioni.
I pennelli che adoperano i pittori adolio, quelli da stanze a guazzo a ver-nice, non sono montati sopra cannoni dipenna , ma su di un manico di legnobianco, appuntito, e con intaccature dallato del pennello. I peli onde si fanno, sonopiù grossi di que’ che abbiamo descritto,si preparano alla stessa guisa, se non che,dopo il primo nodo da marinaro, e ta-gliata la base della conveniente lunghez-za, introducesi il manico da quel lato, elo vi si ferma con refe incerato che sistringe con forza, e indi cuopresi concolla forte.