46o Pepe Pepb
I grandi pennelli legansi con buono 2.° Il pepe lungo , che propiene daspago da frusle, od anche con filo di un’ altra specie dello stesso genere,ferro. ; 3 .° Il pepe o peperone indiano , detto
Per pulire i pennelli adoprasi un pie- anche pepe di Guinea, comunissimo neicolo rase di argento, di ottone, o di lat- nostri orti, ili cui si fa moltissimo uso, edta, di figura rotonda o quadrata, diviso è il capsicum anmmm.in due da un piccolo tramezzo saldato 4 -° P pepe della Giamaica o pepe-verslealmente alla metà della distanza fra; rone Tabago , che appartiene ad un mir-
le sue pareti verticali. Ponesi in uno deilati del vase dell'olio od essenza clic ser-ve a snettare i pennelli ; vi si intingono,poi premonsi fra l’indice e l’orlo del va-se o del tramezzo, acciò 1’ olio cada mu-sicare coi colori che stacca dal pennello,nella parte del vaso ove non è l 1 olionetto.
I doratori adoprano questi rimasugliche cadono nel vase, dopo averli la-sciati esposti al sole per un anno; li chia-mano oro-colore (V. dobatohe). (L.)
* Pennello . I marinari chiamano ùncoro da pennello , una piccola àncora chesi getta in mare davanti a una più grossa,affinchè il vascello sia più in grado diresistere al vento, e la grossa àncora siameno in pericolo di sfiancarsi.
* Pennello , chiaman gl’idraulici unriparo che si fa con fascinate o gabbio-nate di sterpi, sassi sciolti ed anche dimateriale incalcina, che s’interna nellaripa, e si stende nell’alveo del fiume, perdifesa dalle corrosioni.
* PENNINO. Ornamento da capo del-le donne, composto di gioie disposte afoggia di piccolo pennacchio.
* PENTOLA. Y. stoviglie.
* PENTOLAIO. V. stoviglie.
* PEOTA. Barca di mediocre gran-dezza col suo coperchio, che va a remi.
* PEPAIUOLA. Arnese di legno per■stiacciare il pepe.
PEPE. Trovansi in commercio diver-se sorta di pepe 5 e sono :
1.° Il pepe nero ed il pepe bianco , l’unoe I’ altro prodotti dal pìper nigrum , L.
to nominato io Botanica myrthus pimen-ta, L.
Quest’ ultimo non adoprasi che in al-cune preparazioni medicinali. Degli altripepi si fa un uso frequente, massime delprimo, del quale soltanto a noi spettatrattare nel presente articolo. Il saporcaldo e aromatico de! pepe nero comune,è tanto più aggradevole e meno causticodi quello degli altri qui menzionati, cheviene preferito generalmente. Se ne fa unconsumo considerabile ed un grandecommercio, per cui esso richiede che sifaccia conoscere con qunlche estensione.
Il pepe nero è il frutto di un arbustosarmentoso, che alligna spontaneamentealle Indie Orientali, il quale, essendo sta-to introdotto in Europa da cerio Pepe, ocome vuoisi Poivre in altro linguaggio,antico intendente all’ isola di Francia , eb-be da esso il suo nome. Lo si coltiva aSomatra ed a Java , e la sua coltiva-zione dimanda alcune particolari atten-zioni che verremo ed esporre. Verso ilterzo anno della sua piantagione, F ar-busto produce il pepe, e lo si raccogliesolitamente quattro mesi dopo la com-parsa del fiore. Questi arbusti ben colti-vati possono dare abbondanti raccoltiper 10 anni di seguito.
II pepe è un seme, od una bacca ingrappoli, prima verde, poi rossa. I ram-polli, non maturando tutti al tempo me-desimo, si raccolgono a proporzione, av-vertendo di non prenderli troppo verdi,perchè immaturi andrebbero in polverediseccandosi ; mentre in istato di matu-