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Tomo IX.
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Pr.sci

iQuando il non e si ritira, cammi-nasi sulla sabbia, e si prendono le ostri-che e le cappe a mano. Premesi la sab-bia coi piedi per farne uscire le conchi-glie che si seppelliscono nella sabbia do-po il riflusso.

La cucchiaia è uno strumento di fer-ro, lungo solitamente quattro piedi ( i 3deciaietii), e largo 18 pollici (487 mil-limetri), con due traverse, una delle qua-li in allo per dirigere come conviensi lostrumento; l’altra abbasso. Quella abbas-so è latta ad augnatura, per entrare nelfondo e levare 1’ ostrica attaccata allaroccia. Si trae dietro un sacco fatto diuna rete di corda. Si cala la cucchiaia-nel mare, con funi proporzionate allaTondezza dell’ acqua, e in tal guisa si pescano le conchiglie che cadono nel sacco,disposto in guisa da riceverle a mano aUlano che la cucchiaia le stacca.

a.° Le cappe prendonsi col rastrello ,che è un arnese di ferro con denti lun-ghi incavati. Il manico è una pertica dilegno di sufficiente forza e lunghezzaproporzionata alla profondità dell’acquain cui si pesca.

5 .° La pesca con la lenta è conosciu-ta generalmente, e perciò ci asterremodal parlarne. Alle parole aho , esca ei.usza si troverà quanto interessa sa-pere su questo genere di pesca.

4° I pescatori adoperano diverse spe-cie di reti, di varie forme,secondo il ge-nere di pesca che veglimi fare; tali sonola retinola, il tramaglio, la vangaiuola,il giacchio, ec. 1 pescaioli lavorano dasé le loro reti; ed impiegano 1’ una ol’altra di esse, secondo i pesci che vo-gliono prendere, e la natura del luogoove pescano.

La maniera di pescare tuffandosi sott’acqua è semplicissima. Un ahile nuo-tatore, esercitalo a lodarsi facilmente, eda restar lunga pezza sott’acqua, vi inse-.

Pesca 4? f

gue i pesci; li vede nascondersi sotto larocce, e là li va a prendere colle mani ;taluni sono si destri in siffatto genere dipesca, che escono dall’ acqua tenendoun pesce per cadauna mano, ed un terzoin bocca. Tosto che si sono resi padronidella preda che possono portare, ven-gono a deporla solla spiaggia in alcunipanieri pronti a tal uopo.

Dopo aver data una idea generale del-l’arte della pesca, descriveremo più par-ticolarmente il modo di pescare alcunespecie di pesci onde si fa un esteso com-mercio in diversi paesi.

La pesca della bileva, del corallo,Ielle arrisghs, del baccalà', fu da noidescritta a quelle parole.

Della pesca delle perle.

Le perle fine o perle orientali tro-vatisi io varie conchiglie o specie d’o-striche, e particolarmente nella cappamargarilij'era che abbonda nell’OceanoIndiano . Questa conchiglia bivalve èschiacciata ed orbicolare o di forma ro-tonda ; le sue valve polite o intagliate,servono a fare scatole e vari altri lavori;ed è la così detta madreperla.hi sostan-za che la produce si agglomera io uuapallottola isolata, che si chiama perla.

La pesca delle perle si fa nelle spiag-ge del Malabar, e del Coromandel inAfrica , vicino al Capo Commino, e nelgolfo di Monaer o Mnner, nell’ isola diCedan in Asia ; si fa in marzo, nè durache ai 11 m<se. I pescatori che sono nu-merosissimi accorrono sulla spiaggia dalmare, si attaccano intorno al corpo, conuna fune di crine, una pietra in figuradi mezza-duna del peso di circa trentalibbre; in tal guisa hanno i piedi in li-bertà. Il marangone attaccasi in pari tem-po ad on [liede una piccola rete a foggiadi sacco, passando fra le dita la cordicella