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Tomo IX.
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Pesci

Di aleitne altre pesche.

La pesca degli altri pesci di passaggiocoaie il tonno , la sardella , lo scombro,ec. benché formi rami notabili di com-mercio, non abbisogna di particolar de-scrizione. Queste pesche si fanno co’me-todi soliti, e si possono assomigliare allapesca delle arringhe per quanto al mododi trarre il pesce dal mare. La sardella èil solo pesce che salasi in gran copia : lasalagione si fa a un di presso come quel-la delle arringhe. (L.)

* Pesca. V. pesco.

* PESCAIA. Steccaia o sostegno chesi fa ne’ fiumi per rivolgere il corso del-1 ' acque a mulini o simili edilìzi.

* PESCINA. Ricettacolo naturale oartifiziale dove si uniscono in qualchemodo le acque che scaturiscono a pocoa poco dalle sorgenti prima d’ incomin-ciare il loro corso.

PESCO. Albero originario di Persiale cui frutta succulenti e saporite tengo-no il primo luogo fra le altre tutte cheveggonsi sulle mense. Quest’ albero è1 ’ oggetto d’ una coltivazione e d’uncommercio di molta importanza. Nei pae-si meridionali lasciasi il pesco in abban-dono limitandosi a rivoltare la terra vi-cino al piede e a tagliare i rami morti ;ma nel clima di Parigi per ottenerne del-le frutta bisogna ripararlo dai freddi etosarlo. I giardinieri di Montreuil prin-cipalmente sono famosi per la loro abililà nel saper vincere il clima e prolunga-re la vita di quest’ albero.

Dislinguonsi infinite varietà di peschi,secondo che la carne è soda o molle e lapelle liscia o vellutata. Non è questo illuogo di entrare in queste minute parti-colarità (V. il Dizionario d’agricoltura).

Pesca

Il pesco ama un suolo asciutto c legge-ro. Seminasi il nocciuolo quando è matu-ro, e ben presto dà rampolli più o menovigorosi, poscia innestasi presso a terra.In generale le buone varietà di pesco siinnestano piuttosto a scudo o ad occhiosopra amandurli o prugni ; riduconsi inispalliera su due rami principali dispostia V. Non ripeteremo quivi quanto dicesialtrove sulla tosatura ( V. questa parola,non che gli art. spalmerà, spampasaziose,palare ); faremo soltanto osservare chesiccome gli occhi del pesco di rado pren-dono vigore sopra il vecchio legno, unramo morto o tagliato fuor di propositoè un male che non ha riparo : quindiquest’ albero è difficilissimo a governar-si ed occorre a tal uopo un abile giardi-niere. Un pesco in buon terreno, bengovernato, e posto ad una buona espo-sizione, deve cuoprire almeno 3o piedidi lunghezza di muro, dalla terra finoall’ altezza di 7 a 9 piedi, deve avere ilcentro ben guernito e i suoi due ramiprincipali in un giusto equilibrio. Vivetrenta a quarant’ anni ed anche di più.La esposizione a levante si considera co-me migliore che quelle di mezzodì e diponente.

Le pesche si mangiano crude o incomposta ; si fanno fermentare e se neottiene deli’ acquavite , i fiori di pescodanno uno sciloppo purgativo. Le pescheconservami pure in marmelata, in acqua-vite, o seccate nel forno o al sole. L’ olioche si estrae dai semi potrebbe adope-rarsi come quello d’ amandorle. Il legnoè un de’più belli d’gl’ indigeni, ad usodell’ebanista ; la sua grana è fina, e rice-ve una bella politura, sopra un fondobruno che trae al rosso. Secco pesa5a, llbi 4aa al piede cubico, ossia 7 ,4863ettogrammi al decimetro cubico. (Fr.)

PISE DEL TOMO SUSO