I O lllHCHCHIO
mina che a traiti successivi, e siccomeogni volta è d’ uopo riportare la cor-da più innanzi con un battello , si ve-de che questa macchina è più ingegnosache utile.
Il secondo inconveniente proviene dallanecessità di cangiare la velocità della bar-ca che tonneggia ogni qual volta cangiaquella della corrente, poiché, data essen-do la forza motrice, convien proporzio-nare la celerità che produce a quella chedeve vincere, la quale cresce rapidamen-te, secondo la velocità della corrente (V.«esistenza ). Senza tale avvertenza, siarrischierebbe o di trovarsi spesso arre-stati dalle forti correnti accidentali, oconverrebbe dividere molto il carico.Quindi la macchina deve far uso di piùverricelli di vario diametro.
Bourdon immaginò rimontare il fiu-me con due barche a vaporo , ciascunadella forza di trenta cavalli, sul cui ver-ricello ravvolgonsi funi lunghe 600 me-tri. La barca motrice, dopo aver ormeg-giata la corda alla prima barca carica,avanzava mediante le sue ruote a pale esvolgeva tutta la corda. Giunta al finedi questa, s’ormeggiava con due ralfii eeoa un’àncora, e rendeva immobili leruote a pale. Allora la macchina facevagirare il verricello, e, tirando a sé la fu-ne, faceva risalire le barche cariche. L’al-tro tonneggiatore, durante tale manovrapassava innanzi, e faceva esso pur risali-re le barche, e così di seguito.
Pare che questo metodo non sia riu-scito per la troppa spesa che esige. Lefuni si logorano ben presto ; le fermatefanno perdere tempo e forza, ec. Dap-poi, 1’ inventore propose 1’ uso d’ unacatena che occupasse tutta la distanza dapercorrersi, idea che devesi a Courteaute Tourasse.
11 mezzo suggerito da Seguin di por-tare innanzi il cavo mediante una bar-
Rimurchio
chetta vollcggiatrice che ritornava a pren-derne il capo per trasportarlo non ebbebuon esito. Questa barchetta non pote-va andar c venire con sufficiente veloci-tà,e si provò una sì gran perdita di tem-po che fu d’ uopo riounziarvi.
Le fig. 4 e 5 , Tav. LII delle Artimeccaniche rappresentano il tonneggia-tore a vapore di Tonrasse ; è desso alfondo piatto , e solidissimo ; munito diruote a pale, ma non ne usa che per i-scendere il fiume. Due cilindri a golaRII', di ferro fuso, servono a ravvolgeree svolgere il cavo, in modo che non visono fermate. Le girelle bb' rigettano ilcavo fuor della barca a misura che sisvolge dai verricelli. Questo cavo è unacatena di ferro, alquanto più lunga delladistanza da percorrersi , e fatta di pezzid’ugual lunghezza, ma di varia forza, se-condo la resistenza da vincersi, avutosiriguardo alla velocità della corrente.Que-sto cavo è attaccato ad un capo della di-stanza da percorrersi ; ma è sostenutone’ luoghi ove occorre, attaccando unanello ad un punto fisso, e liberandoloquand’è superato l’ostacolo. La macchi-na a vapore della forza di ventiquattrocavalli per rimontare la Senna da Rouen a Parigi fa girare i verricelli che tiranol’argano, e rimurchiano le barche or-meggiate al rimurchio.
Si possono variare le velocità , can-giando gl’ingranaggi, in maniera da per-correre da 680 a 5ooo metri all’ora, eprocurarsi la maggiore velocità mediapossibile relativamente alla forza dellacorrente, ed al carico delle barche. Inmolti casi potrebbesi anche far a menodi ingranaggi, nè adoperare che un soloverricello. I vantaggi del tonneggio a va-pore sono, al dire di Tourasse, tantomaggiori, quanti più sono i cavalli di cuisi devono fare le veci, e secondo l’impor-tanza del peso da far risalire, ( V. Saggio