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potrebbero avere su di essi, scegliesi lamateria con cui si fanno questi tubi ;quindi pegli acidi non adoprasi che ilpiombo od il platino ; il febro convienebenissimo per le soluzioni alcaline ; il ra-me dev’essere generalmente preferito pertutte le sostanze neutre.
Questa maniera di riscaldamento sen-za pressione non è economica che per lebasse temperature inferiori a 6o° centi-gradi ; se si volesse passare questo limi-te, la condensazione diverrebbe più diffi-cile, e la quantità di vapore che Sfuggi-rebbe senza liquefarsi cagionerebbe una
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cui temperatura iniziale o° viene portataa poco a poco a 1 oo°, fa condensare 100chilogrammi di vapore all’ ora (a). E' lostesso, come se si volesse ottenere unatemperatura media fra o° e ioo°, vale adire 5 o°.
In entrambo i casi, avendo una massad’ acqua da riscaldarsi, che supporremouguale a 800 chilogr., il calore equiva-lente sarà 800 X 5 o;zz 4 o,ooo unità : laquantità di vapore necessaria per questa
4 oo °o
quantità di calore sarà uguale a--
65 o
perdita notabilissima, a meno che la su- -_( 3 1 chìl. 53 , e la superficie del rame in
contatto col liquido sarà di
61, 53
perfide che condensa il vapore non fos-|se di grande estensione.
La costruzione dell’apparato è sem-Jplicissima ; basta far passare nel liquido Z^o, 6 i 5 metri quadrali,che si vuol riscaldare alcuni tubi adatta- Supponendo un tubo di g centimetriti ad una comune caldaia a vapore; que-jdi circonferenza, basterebbe fosse lungosti tubi sono per lo più cilindrici , e si 68 cent -,4o; ma lo si deve fare più lungo,fanno circolare o lateralmente dall’alto al^perchè il vapore si condensi interamen-basso d’ una tinozza, come i serpentini! te, lo che diviene tanto più difficile, quan-de’lambicchi da distillare, o al fondo to più s'innalza la temperatura del bagno,della tinozza soltanto ; talvolta anche il| Questa maniera di riscaldamento puòvapore cammina in un doppio involucro| utilmente applicarsi a riscaldare i bagni,
adattato al vase che si vuol riscaldare.Lepareti esterne di questo involucro si gua-rentiscono il più che si può dal raffred-darsi, con sostanze poco conduttrici delcalorico.
I calcoli relativi a questa maniera diriscaldare non presentano veruna diffi-coltà. Abbiamo già indicato quelli da farsiper determinare la superficie della caldaiada esporsi al fuoco, per ottenere la quan-tità di vapore necessaria a produrre unadata quantità di calore ; il combustibileche vi si impiega, ec. ; ci basterà quindiconoscere la superficie metallica da porsiin contatto col liquido da riscaldarsi percondensare il vapore. L’ esperienza di-mostrò che un metro quadrato di ramesottile posto in contatto con 1’ acqua ? la
per mantenere la temperatura delle ti-nozze d’immersione nelle cartiere, ec.
Il riscaldamento col vapore libero o apoca pressione, si adopera per asciugarele tele ravvolgendole sopra cilindri caviattraversati dal vapore (V. seccatoio).
Adoprasi anche in alcuni apparecchi, emassime per manganare. In quest’ullimuoperazione il vapore presenta grandi van-taggi sulle masse di ferro arroventate chesi adoperavano una volta ; la sua tempe-ratura è molto più uguale, si risparmiala faticosa cura di levare queste masselliferro, portarle al fuoco, riportarne altre,(a) Questa quantità sarebbe ancora mag-giore se si adoperassero tubi «l'argento, e as-sai minore colla ghisa o col piombo, metallimeno conduttori del calorico, e che abbiso-gnano ili grandi grossezze.